Iran e Ucraina, ora l’Europa spera nella doppia svolta di pace. L’arrivo di Trump e la cena al G7: «Convinca Putin a negoziare»

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L’accordo tra Stati Uniti e Iran per chiudere la guerra che si trascina da tre mesi e mezzo potrebbe essere firmato a giorni in Europa, ma i leader europei ufficialmente non ne sanno nulla. Snobbati ormai platealmente da Donald Trump. Lo confermano diverse fonti Ue sentite da Open. «Non possiamo dire nulla perché non sappiamo nulla di più delle indiscrezioni di stampa», ammette un alto funzionario Ue. Ieri sera Trump preannunciando l’intesa imminente con Teheran aveva detto di aver parlato con diversi alleati chiave: Israele, Qatar, Emirati, Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait, Egitto. L’Europa? Non contemplata, come sin dall’inizio del conflitto. «Irrilevante!», ha detto il presidente Usa nella notte a Daniele Compatangelo di La7. Eppure per la firma dell’accordo dagli Usa si accredita l’ipotesi di un appuntamento domenica a Ginevra, alla vigilia di quel vertice G7 a Evian (in Francia, ma a due passi dalla Svizzera) che vedrà il ritorno di Trump in Europa dopo mesi di dissidi. «Siamo in modalità wait and see», dicono quindi dall’Ue, in attesa di scoprire direttamente dal leader Usa – al più tardi alla cena dei leader G7 lunedì sera – cosa abbia davvero concordato con l’Iran. Ammesso ci sia davvero riuscito. «Già varie volte si era detto che l’accordo era a un passo, e poi… Dobbiamo capire cosa c’è dentro, in particolare sulle capacità nucleari dell’Iran. La sostanza conta più del timing», sottolinea un’altro alto funzionario Ue. La scommessa Ue sui negoziati Russia-Ucraina Sul Golfo insomma i governi europei si sono di fatto rassegnati al ruolo di spettatori, salvo tenersi pronti ad intervenire come promesso con una missione navale per garantire la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz, e oltre, una volta siglato l’accordo. «Ma non da soli», precisano dall’Ue stizziti per le continue pressioni Usa, considerato che «non è certo solo l’Europa a dipendere dai flussi energetici dal Golfo». Dove invece l’Ue è passata negli ultimi mesi a un ruolo sempre più di protagonista è sull’Ucraina. E pure con discreto successo. Se un anno fa si temeva niente meno che una capitolazione di Kiev con il prosciugamento degli aiuti americani, ora il quadro appare completamente diverso: l’Europa – con lo schema Purl di acquisto di armi Usa e poi l’accordo sul prestito da 90 miliardi – è riuscita a sostituire gli Stati Uniti come sostenitore numero 1 di Kiev. L’Ucraina nel frattempo si è «liberata» dei vincoli Usa sulle strategie militari e affonda continui colpi in profondità contro la Russia. E nel frattempo Trump non ha «svenduto» l’Ucraina a Putin come si temeva. Ora l’Europa vuole cogliere il momento propizio per spingere finalmente la Russia a negoziare seriamente la chiusura del conflitto. La cena con Trump e gli spiragli di pace La questione chiave ora è «come si passa dal supporto all’Ucraina alla costruzione di un’architettura di pace e sicurezza durature per l’Europa», riassume la situazione una fonte Ue sentita da Open. Volodymyr Zelensky, atteso a Evian martedì mattina, ha dimostrato coi fatti di essere pronto a «negoziare in modo significativo». Resta da convincere la Russia, che sin qui non ha mai dato segnali concreti di una seria disponibilità, nonostante lo spiraglio aperto ieri con l’incontro a Mosca con gli ambasciatori di Francia, Germania e Regno Unito. Ecco perché questo la scommessa dei leader europei al G7 sarà quella di capire sino a che punto Trump sia disposto a far valere il suo peso per «sbloccare» Putin e trasformare quello spiraglio in una vera apertura al dialogo. «Dobbiamo coordinare i messaggi in vista di possibili negoziati», spiega un alto funzionario Ue. Anche perché, è la considerazione cruciale, se e quando si aprirà davvero quella trattativa sul tavolo non ci sarà solo la pace duratura per l’Ucraina, ma pure la sicurezza dell’intero continente. Pur nel quadro del caos dell’era Trump insomma nei prossimi giorni potrebbero essere piantati i semi non di una ma di ben due svolte di pace – su Est Europa e Medio Oriente – in grado di cambiare il corso dei rapporti internazionali. La prudenza è d’obbligo, ma la speranza ora c’è.L'articolo Iran e Ucraina, ora l’Europa spera nella doppia svolta di pace. L’arrivo di Trump e la cena al G7: «Convinca Putin a negoziare» proviene da Open.