Notte di raid dopo l’abbattimento di un elicottero Apache. Operazione Usa di circa quattro...

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AGI - La reputazione dei due nemici è salva, a costo di un'altra notte di guerra. E forse anche le speranze di un accordo di pace, che pure da settimane non si materializza. Gli Stati Uniti hanno sferrato nella notte un attacco sull'Iran, concentrato nella zona dello stretto di Hormuz, come rappresaglia per l'abbattimento di un elicottero Apache americano. E poco dopo è partita la contro-rappresaglia dei Pasdaran. Il presidente Donald Trump aveva promesso "una risposta decisa", non si poteva lasciare correre, ma allo stesso tempo da Washington arrivavano segnali rassicuranti sulla decisione di andare avanti con i negoziati. E ugualmente da Teheran, dove i Pasdaran hanno annunciato di avere preso di mira la Quinta flotta Usa nel Bahrein e siti in Kuwait, e di aver distrutto quattro obbiettivi nella base al-Azraq in Giordania. Ma hanno anche fatto filtrare che i negoziatori stavano impedendo un'azione ben più dura.La missione del Pentagono è durata circa 4 ore. Intorno alla mezzanotte ora italiana il Comando centrale ha annunciato di avere dato il via alle 23:00 ora italiana ad "attacchi di autodifesa contro l'Iran" su richiesta di Trump, come "risposta proporzionata all'ingiustificata aggressione iraniana". E alle 3:00 ora italiana è arrivata la comunicazione che l'operazione era finita.Il bilancio dei raid americani e la reazione di TeheranAlmeno tre le ondate di bombardamenti concentrati su una ventina di obbiettivi nella zona di Hormuz. Colpite a più riprese basi navali a Sirik e Jask, difese aeree a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm, nel sud dell'Iran."Le forze del Centcom hanno colpito le difese aeree iraniane, le stazioni di controllo a terra e i siti radar di sorveglianza vicino allo Stretto di Hormuz con munizioni di precisione lanciate dai caccia dell'Aeronautica militare e della Marina degli Stati Uniti", ha spiegato il Pentagono. Secondo Teheran però sono stati centrati anche obbiettivi civili, come due grandi serbatoi che fornivano acqua potabile al distretto di Bamani e alla città di Kuhestak."Le nostre potenti Forze Armate non lasceranno senza risposta alcun attacco o minaccia", ha avvertito su X nella notte il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, rivolgendosi agli Usa: "lasciate la nostra regione se volete essere al sicuro. La storia del Golfo Persico ha molti capitoli sulle tristi sorti degli intrusi stranieri".La contro-risposta dei Pasdaran nel GolfoSubito è partita la risposta dei Pasdaran con missili e droni contro basi Usa: la Quinta flotta nel Bahrein e basi in Kuwait e al-Azraq in Giordania. Alle 4:00 ora italiana il cessate-il-fuoco anche per parte iraniana, "dopo l'operazione di successo condotta dalla Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che ha colpito 21 obiettivi nelle basi aeree e navali statunitensi nella regione e abbattuto un drone MQ9 sopra la contea di Jam", nella provincia meridionale di Bushehr, hanno comunicato i Pasdaran.Ma non è chiaro se e quando davvero si sia messa fine ai raid visto che la contraerea è scattata in Kuwait e Bahrein anche diverse ore dopo. Anche i Guardiani della rivoluzione hanno rivendicato grandi risultati: "Utilizzando i loro missili a combustibile solido a lungo raggio Khyber Shikan" i Pasadaran "hanno preso di mira e distrutto 4 obiettivi importanti, tra cui gli hangar dei caccia F35" ad Al-Azraq. Amman ha fatto sapere però di avere abbattuto cinque missili e che non ci sono stati danni. Le sirene d'allarme sono suonate almeno due volte in Bahrein e la contraerea è entrata in azione per intercettare i missili: almeno 16 le esplosioni riferite.Diplomazia parallela e tensioni interne alle capitaliMa mentre la battaglia era in corso, dalle due capitali arrivavano segnali rassicuranti sulla tenuta dei negoziati. "Nulla cambia nello stato attuale dell'accordo" che resta "ancora vicino", ha assicurato una fonte della Casa Bianca a Politico. Non è un caso forse che lo stesso Trump non abbia, almeno in un primo momento, messo enfasi sulla nottata di guerra, occupato su Truth a commentare invece i risultati delle primarie negli Usa.E da Teheran sono stati i Guardiani della rivoluzione a chiarire che, loro malgrado, anche la loro replica sarebbe stata contenuta."Alcuni membri del team di negoziati, in un errore di calcolo, insistono con il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale per non rispondere in modo schiacciante all'aggressione nemica al suolo iraniano, con la scusa dell'avvicinarsi a un accordo di pace!", hanno spiegato. In evidente riferimento, ma senza citarlo, al capo negoziatore, il presidente del parlamento Mohammed Ghalibaf.Quello che è chiaro è che comunque le schermaglie potrebbero non essere finite. "Le forze statunitensi rimangono vigili e pronte a difendersi da qualsiasi aggressione ingiustificata da parte dell'Iran", ha avvertito il Centcom. "Siamo pronti a dare una risposta schiacciante e decisiva a qualsiasi ulteriore aggressione del nemico e le conseguenze di qualsiasi atto del genere saranno a carico del nemico americano", gli hanno fatto eco i Pasdaran.