Un violento accoltellamento avvenuto nella zona nord di Belfast, in Kinnaird Avenue, ha scatenato un’ondata di indignazione e preoccupazione che nelle ore successive si è trasformata anche in tensione nelle strade della capitale nordirlandese. Un uomo sulla trentina, originario del Sudan, è stato incriminato per tentato omicidio dopo l’aggressione avvenuta nella serata di lunedì in un quartiere residenziale della città.La vittima, un uomo di circa quarant’anni di nome Stephen Ogilvie, è stata trasportata d’urgenza in ospedale con ferite estremamente gravi al volto, agli occhi e alla schiena. Le sue condizioni hanno richiesto un intervento medico immediato e il ricovero in una struttura specializzata. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il ferito continua a ricevere cure per lesioni considerate molto serie.L’episodio ha avuto una risonanza nazionale dopo la diffusione sui social network di filmati particolarmente cruenti (guarda qui il video choc) che mostrano alcuni momenti dell’aggressione. Le immagini hanno suscitato forte emozione nell’opinione pubblica e provocato reazioni politiche in tutto il Regno Unito. Le autorità hanno escluso, almeno allo stato attuale delle indagini, elementi che possano far classificare il caso come terrorismo. La polizia nordirlandese ha spiegato che l’inchiesta è ancora nelle fasi iniziali e che si sta lavorando per ricostruire il movente dell’attacco.Ulteriori dettagli emersi nelle ore successive indicano che il sospettato sarebbe un cittadino sudanese arrivato nel Regno Unito dopo un passaggio attraverso Dublino. La sua posizione amministrativa è diventata oggetto di un acceso dibattito politico, con esponenti dell’opposizione che hanno chiesto chiarimenti sulle procedure di ingresso e permanenza nel Paese. Richiedente asilo, l’aggressore aveva ricevuto un permesso di soggiorno illimitato per 5 anni rilasciato il 23 settembre del 2023. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe arrivato il 10 febbraio del 2023 da Dublino a Belfast. Prima sarebbe passato da Parigi per poi approdare in Irlanda e quindi in Irlanda del Nord. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire tutto il pregresso del suo percorso che l’ha portato dall’Africa a Belfast. Possibile che sia passato anche in Italia?Oggi comparirà di fronte ai magistrati per la convalida del fermo: è accusato anche di possesso di un oggetto con lama o punta in luogo pubblico e di minacce di morte. Il nome del sospettato non è ancora noto perché in Irlanda del Nord le autorità non diffondono queste informazioni prima della sua comparizione in Tribunale. Secondo Belfast Live, il caso sta avviando un “dialogo aperto” tra Belfast e Dublino per evitare che l’Area di Viaggio Comune tra Regno Unito e Irlanda (un accordo che permette di evitare la richiesta di documenti nel passaggio della frontiera) “venga utilizzata come via secondaria per permettere alle persone di venire qui e sfruttare il nostro sistema di asilo”. La presidente del Partito Laburista, Turley, ha dichiarato a Sky News: “Se le persone sfruttano l’accordo sulla libera circolazione in questo modo, non è accettabile. Non è questo il suo scopo. Esiste da oltre 100 anni ed è assolutamente giusto che le persone possano viaggiare liberamente tra l’isola e l’Irlanda del Nord. Ma è fondamentale garantire un sistema equo, basato su dati e informazioni, e assicurarsi che nessuno possa abusare del sistema di asilo”.Uno degli aspetti che ha attirato l’attenzione degli investigatori riguarda le parole pronunciate dall’aggressore durante l’assalto. Testimoni e analisi dei video circolati online riferiscono che l’uomo avrebbe parlato in arabo mentre si rivolgeva alla vittima. Determinante sarebbe stato l’intervento di alcuni residenti presenti sul posto utilizzando anche delle mazze da hurling. Diversi cittadini hanno cercato di fermare l’aggressione prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, contribuendo secondo le autorità a evitare conseguenze ancora più gravi per la vittima. La polizia ha riconosciuto pubblicamente il ruolo svolto da chi è intervenuto nei momenti più drammatici dell’attacco.L’episodio ha però avuto conseguenze anche sul piano dell’ordine pubblico. Nelle ore successive si sono moltiplicati gli appelli alla calma da parte del governo britannico, delle istituzioni nordirlandesi e delle organizzazioni rappresentative delle comunità straniere presenti a Belfast. In diverse aree della città si sono registrate manifestazioni anti-immigrazione, alcune delle quali sono sfociate in episodi di violenza. Veicoli sono stati incendiati, alcune abitazioni sono state prese di mira e la polizia è dovuta intervenire per mettere in sicurezza diverse famiglie. I principali leader politici nordirlandesi hanno condannato sia l’accoltellamento sia le successive azioni violente, invitando la popolazione a non alimentare ulteriormente il clima di tensione. Clima che era già incandescente a causa delle polemiche per l’uccisione di Henry Nowak.L'articolo Richiedente asilo di 30 anni: chi è l’immigrato che voleva sgozzare l’irlandese proviene da Nicolaporro.it.