Mondiali 2026, la Giordania al debutto: la carica del principe Hussain alla squadra

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Mondiali 2026, il principe Hussain ha caricato la Giordania per l’esordio nella competizioneC’è un tifoso d’eccezione a seguire passo dopo passo l’avventura della nazionale giordana negli Stati Uniti: si tratta del principe ereditario Hussain Ibn Abd Allah. Il trentaduenne, primogenito del re Abd Allah II e della popolarissima regina Rania – da sempre amata e apprezzata a livello internazionale per il suo instancabile attivismo in difesa dei diritti umani – è il primo sostenitore della squadra eLa Gazzetta dello Sport gli dedica un ritratto. La Giordania, che in questi giorni sta svolgendo gli allenamenti a San Diego, in California, si prepara a vivere un momento storico: il debutto assoluto in una fase finale dei Mondiali, fissato per mercoledì contro l’Austria.Questo traguardo eccezionale è arrivato dopo aver conquistato il secondo posto nel girone di qualificazione, chiudendo subito alle spalle della Corea del Sud. Il passaggio del turno ha scatenato la gioia di migliaia di tifosi scesi a festeggiare per le strade, celebrati con altrettanto entusiasmo dalla stessa famiglia reale. Adesso la grande responsabilità di non deludere le aspettative e regalare un sorriso al principe spetta al commissario tecnico di origini marocchine, Jamal Sellami. Hussain è un nobile moderno e dalle abitudini originali: seguitissimo sui social network, vanta un profilo Instagram con ben 5,4 milioni di follower. Proprio lì condivide regolarmente la sua smisurata passione per il calcio, sport che pratica fin da bambino, alternandolo ad attività ben più adrenaliniche e avventurose come il paracadutismo, l’arrampicata sportiva e il torrentismo. Ascolta le nostre notizie! Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio. Il principe è particolarmente legato a questo gruppo, anche perché da molti anni si occupa in prima persona dello sviluppo dei settori giovanili nel suo Paese. Prima dell’inizio del torneo, Hussain ha tenuto a rapporto i giocatori, complimentandosi per la grande disciplina tattica messa in mostra durante le difficili sfide di qualificazione. Li ha poi spronati a dare il massimo per onorare il palcoscenico mondiale, sottolineando l’importanza di evitare brutte figure, specialmente nella terza e proibitiva gara del girone contro l’Argentina. Il suo messaggio è stato chiaro: “Non conta tanto il risultato finale quanto la performance, perché ci guarderà tutto il mondo“. Nelle sue dichiarazioni pubbliche ha ribadito il concetto: “So bene che non ci aspetta un compito facile in America, ma sono sicuro che la Giordania esprimerà il massimo del suo potenziale. Per noi è un orgoglio poter giocare un Mondiale. Mi auguro diventi un punto di partenza: la nostra crescita non è casuale, ma dipende da un lungo lavoro effettuato nelle accademie per formare i calciatori. Spero che tutto il calcio arabo possa piano piano salire di livello“.Per evitare di tornare a casa senza punti, la squadra giordana punterà tutto sull’estro e la tecnica delle sue stelle di punta. I riflettori sono puntati soprattutto su Musa Al Tamaari, talentuosa ala destra in forza ai francesi del Rennes, e sull’attaccante Ali Olwan, che milita in Qatar. È stata proprio di Olwan la formidabile e decisiva tripletta contro l’Oman, un secco 3-0 che è valso il prestigioso biglietto aereo per l’America.