Fatal ‘Marassi’. Forse. In quel ‘forse’, c’è tutto l’alone di incertezza che circonda Torino e il suo allenatore, Marco Baroni, la cui posizione dopo il 3-0 subìto in casa del Genoa è diventata molto scricchiolante. Non è solo una questione di risultato o di punti, ma di prestazioni: il Torino non ha saputo reagire allo svantaggio, si è impelagato dentro a un’espulsione figlia di un blackout di Ilkhan verso la fine del primo tempo, e nella ripresa non ha mai davvero impensierito Bijlow, il portiere avversario. Davvero troppo poco per un collettivo che secondo Urbano Cairo è decisamente più all’altezza dei 27 punti finora conquistati, a soli +6 dal terzultimo posto rappresentato dalla Fiorentina. Ora Baroni è a rischio, dopo tanta fiducia concessa.La ricostruzioneA dicembre, infatti, pur di non esonerare l’allenatore, il presidente granata aveva deciso di sollevare dal suo incarico il direttore sportivo Vagnati e di richiamare un suo uomo di fiducia, quel Gianluca Petrachi che sùbito aveva capito quanto fosse pesante la situazione ambientale. Una scossa era stata data, ma la percezione che fosse una situazione molto precaria c’era ed è rimasta anche dopo il mercato rivoluzionario di gennaio. Che ha portato uomini nuovi, ma non tanti punti. Per questo, la delusione della dirigenza è ancora maggiore: dopo la partita contro il Genoa, non c’è stato nemmeno un confronto tra le parti, con Cairo e Petrachi andati via insieme e decisamente scuri in volto. Baroni è rimasto con la squadra, ma non si è presentato alla stampa (l’ha fatto solo Vlasic, leader del gruppo e unico a salvarsi dalla disfatta in terra ligure): un indicatore, questo, di quanto possa essere davvero precaria la situazione.Le prospettiveIl Torino si prenderà qualche ora, massimo un giorno, prima di scegliere. Da un lato, la conferma di Baroni con una fiducia chiaramente a tempo; dall’altro, l’esonero, con un traghettatore da individuare che possa, per le ultime 12 partite, portare la nave in porto. Il nome ancora non contattato può essere quello di D’Aversa, allenatore esperto di salvezza che potrebbe anche accettare di firmare un contratto per pochi mesi per provare a guadagnarsi la permanenza sul campo (una cosa à la Spalletti, per intendersi). Una permanenza che comunque non sarebbe scontata.La rivoluzionePerché la sensazione è che in un modo o nell’altro in estate la squadra verrà per l’ennesima volta rivoluzionata. Con un nome nuovo in panchina. Salvo clamorose sorprese e a prescindere da come andrà nelle prossime ore, infatti, Baroni difficilmente resterà per la prossima stagione, viste le difficoltà di rendimento incontrate quest’anno. Sarebbe il terzo allenatore in tre anni, con il ritorno di Juric (che piace molto a Petrachi) come possibile soluzione. Ma si sta andando troppo in là con il tempo: la priorità è a questo momento. Un momento di consultazioni e di decisioni da prendere. Anche drastiche.L'articolo La crisi del Torino: Cairo e Petrachi valutano l’esonero di Baroni. Gli scenari e lo spettro della zona retrocessione proviene da Il Fatto Quotidiano.