Washington punta ancora il dito verso la Cina sul nucleare. Nuove info su Lop Nur

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Nelle ultime ore sono emersi nuovi dettagli riguardo alle accuse di aver condotto dei test nucleari mosse dagli Stati Uniti verso la Repubblica Popolare Cinese. A fornirli è stato Christopher Yeaw, Assistant Secretary of State presso il Bureau of Arms Control and Nonproliferation, intervenendo nel corso di un evento organizzato dall’Hudson Institute.  Secondo il funzionario americano, Pechino avrebbe condotto un test nucleare non dichiarato nel 2020 presso il sito di Lop Nur, storicamente associato ai test nucleari cinesi. L’episodio sarebbe stato individuato attraverso la rilevazione di un evento sismico di magnitudo 2,75 registrato il 22 giugno di quell’anno nelle immediate vicinanze dell’area, in accordo con quanto già affermato nel corso di questo mese dall’ Under Secretary of State for Arms Control and International Security Thomas DiNanno.Yeaw ha sottolineato di aver personalmente esaminato i dati disponibili in qualità di scienziato, dichiarando di concordare con la valutazione ufficiale del governo americano, specificando che vi sarebbero “pochissime possibilità” che l’evento in questione possa essere qualcosa di diverso da una “singola esplosione”. Pur non essendo stato possibile determinare con precisione il rendimento dell’ordigno, Yeaw ha affermato che sarebbe “piuttosto evidente” la natura supercritica (leggasi nucleare) dell’evento. Proseguendo nel suo intervento, Yeaw ha accusato Pechino di mantenere una “completa opacità” sulle proprie attività nucleari. Secondo le valutazioni statunitensi, la Cina starebbe preparando test con rendimenti designati nell’ordine delle centinaia di tonnellate, elemento che Washington considera un possibile parametro di riferimento per eventuali risposte future.Le accuse americane sono state respinte dalla Cina, che attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian ha denunciato presunte distorsioni della propria politica nucleare, sostenendo che le affermazioni statunitensi rappresenterebbero un pretesto per giustificare un ritorno ai test nucleari. In questo quadro, Yeaw ha confermato che gli Stati Uniti intendono tornare a condurre test nucleari, precisando tuttavia che non si tratterebbe di un ritorno alle detonazioni atmosferiche su larga scala dell’era della Guerra Fredda, come il test termonucleare Ivy Mike del 1952. Secondo il funzionario, Washington agirà su una “base di parità”, rispondendo agli standard stabiliti dalle attività di altri attori nucleari, che il funzionario individua esplicitamente in Mosca e Pechino.Il tema si inserisce nel tentativo dell’amministrazione Trump di negoziare un nuovo accordo trilaterale sul controllo degli armamenti nucleari che includa anche la Cina oltre a Stati Uniti e Russia, dopo la scadenza del trattato New Start di poche settimane fa.