Mentre ancora ci si interroga sull’impatto del botta e risposta del governo Trump sui dazi, forse è utile ricordare la dimensione di una delle locomotive della crescita italiana. Nel 2025 l’export della farmaceutica ha segnato un sonoro +28,5% rispetto al 2024. Il tutto a fronte “di una crescita del +3,2% del complesso delle attività manifatturiere. Su 19 miliardi di euro di aumento complessivo delle esportazioni manifatturiere, ben 15 provengono dall’industria farmaceutica”. A puntualizzarlo, dopo gli ultimi dati Istat sulle esportazioni e prima del ‘caso dazi’, è stato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria.Il ‘caso dazi’ La Corte Suprema Usa ha stabilito che il presidente Trump ha violato la legge federale quando ha imposto unilateralmente dazi ai partner commerciali degli Stati Uniti in tutto il mondo. Ma “i dazi rimangono pienamente in vigore” e “oggi firmerò un ordine per imporre dazi globali del 10% in aggiunta alle tariffe già esistenti”, ha replicato a stretto giro Donald Trump parlando alla Casa Bianca. I nuovi dazi, ha sottolineato il presidente Usa, verranno varati in base a un’autorità diversa da quella bocciata dalla Corte Suprema. E l’Italia? Sarà anche un Paese di poeti e navigatori, ma di certo è anche un’eccellenza della farmaceutica. Tra tutti i settori manifatturieri, in termini di export infatti da tempo la farmaceutica è leader per crescita: con 69,2 miliardi di euro è preceduta solo dalla meccanica.“I numeri dimostrano la forza di un settore che investe in ricerca, innovazione e competenze altamente specializzate, generando valore per l’economia e per i territori”, ha detto Cattani. E allora vediamoli, questi numeri.Il peso della farmaceutica sull’exportOggi il pharma rappresenta l’11,3% del totale esportato, contro il 5% del 2015. Il 2025 è stato un anno travagliato sul fronte dazi, e i numeri della farmaceutica riflettono anche un fenomeno di accumulo di scorte legato appunto alla ‘guerra dei dazi’, che in parte potrebbe assorbire quote dell’export del 2026. Ma occorre guardare al lungo periodo: in quest’ottica il trend testimonia “il rafforzamento strutturale delle nostre imprese nella competitività internazionale dell’Italia”, dicono da Farmidustria.Tra obiettivi e realtà, il futuro e le sfideE adesso? Il Governo ha fissato l’obiettivo ambizioso di raggiungere 700 miliardi di euro di export entro il 2027. Un traguardo “possibile grazie al contributo fondamentale dell’industria farmaceutica. Una performance – ha concluso Cattani – che potrà essere consolidata solo attraverso un contesto capace di valorizzare innovazione e ricerca clinica”.Questo articolo Il dilemma dei dazi e le performance della farmaceutica proviene da LaPresse