È uno degli innovatori del rock, una figura poliedrica che ha saputo rielaborarne il linguaggio, portandolo a un livello diverso, che ieri sera al Teatro degli Arcimboldi a Milano è emerso in tutta la sua forza espressiva. David Byrne, che replica stasera, ha portato in Italia il suo ‘Who is the sky’, dal titolo dell’ultimo album firmato dall’ex leader dei Talking Heads, naturale evoluzione di quell”Utopia’ approdato sotto forma di musical a Broadway e poi passato anche da noi otto anni fa.Il 73enne musicista newyorkese appare su un palco disadorno al quale però fa da sfondo un maxischermo curvo e avvolgente su cui vengono proiettate immagini, foto e video, che si fondono perfettamente con i movimenti di Byrne e il suo ensemble. Dopo che la sua voce preregistrata ha dato qualche istruzione agli spettatori su come comportarsi (“Potete anche ballare e limitate l’uso del telefono”), David intona una versione scarna di ‘Heaven’ da ‘Fear of Music’ della sua vecchia band, accompagnato da un violino. Poi, tutti vestiti come lui, con una tuta blue collar da operai (capo ormai rivisitato in chiave fashion dagli stilisti), arrivano i 13 componenti della band: cinque tra coristi e ballerini e gli altri con gli strumenti attaccati al corpo, tra cui quattro percussionisti, veri e propri fulcri musicali dello spettacolo. Non è un concerto rock, è un musical, sobrio e minimalista, in cui i musicisti si muovono in sincronia mentre sullo schermo scorrono immagini di un’America in technicolor, che ricordano l’iconografia di ‘True Stories’. I coristi sono come dei primi ballerini ma i ruoli non sono fissi: é un turbinio armonico di corpi in movimento al ritmo della musica. La scaletta alterna brani dell’ultimo disco a classici dei Talking Heads. Tra i nuovi pezzi spicca ‘Everybody laughs’, inno alla gioia funk afro pop, la cifra musicale che Byrne ha adottato per il concerto, dentro la quale vengono riassorbiti anche i brani della sua vecchia band, perdendo po’ dello spirito punk degli anni newyorkesi del Cbgb’s. La gioia, la voglia delle persone di stare insieme sono l’idea che Byrne vuole celebrare nell’era dell‘America divisiva di Donald Trump. E non mancano i riferimenti alla politica, ma senza enfasi predicatoria. Durante ‘T-shirt’, una delle nuove canzoni, appaiono le scritte ‘Make America Gay Again’, ‘No Kings'(lo slogan delle manifestazioni anti-Ice) e un omaggio alla città che lo ospita, ‘Milano kicks ass’, traducibile con un ‘Milano spacca’. Sulle prime note del classico ‘This must be the place’ il pubblico scatta in piedi a ballare e non si siederà più.Lo show è una macchina perfetta che viaggia senza intoppi e conquista gli spettatori. “Amore e gentilezza sono le cose più punk oggi, sono una forma di resistenza”, dice Byrne introducendo ‘What is the reasons for it?’. ‘Don’t be like that’, sempre da ‘Who is the sky?’ è puro soul e curiosamente ricorda ‘Faith’ di George Michael. C’è spazio anche per un altro non scontato ripescaggio dei Talking Heads, l’elettrofunk ‘Slippery People’ da ‘Speaking in tongues’. Il 73enne, peraltro in grande forma fisica, con il suo stile di ballo volutamente nerd, che fa da contrasto a quello professionale dei suoi coristi/ballerini, ci porta nella sua casa di New York, immortalata sullo schermo durante ‘My apartment is my friend’, un altro inno alla gioia in tempi bui. Si va verso il finale di uno spettacolo perfetto e l’ex Talking Heads mette il pubblico ko con il classico ‘Psychokiller’, che ha un finale alla Velvet Underground, con una viola dissonante che richiama quella di John Cale, una sorta di omaggio a un’altra grande band della Grande Mela. Arriva anche un’altra hit del gruppo, ‘Once in a lifetime’. Ormai David ha in mano il teatro, i fan hanno lo sguardo adorante di chi ha davanti un gigante della musica moderna e lui li manda a casa estatici con ‘Burning down the house’, altro classico dal piglio nervoso funky punk, marchio di fabbrica del gruppo che fu anche di Jerry Harrison, Tina Weymouth e Chris Frantz, lasciandoli sognare una reunion dei Talking Heads. Questo articolo David Byrne, a Milano show dell’ex Talking Heads: musical sulla gioia negli Usa di Trump proviene da LaPresse