Ucraina, incaricata d’affari Kiev: “Difendiamo la nostra terra, è Mosca a non volere la pace”

Wait 5 sec.

“L’Ucraina, al contrario della Russia, sta facendo tutto il possibile perché la diplomazia funzioni davvero. Noi siamo e restiamo aperti a un dialogo serio, fondato sul diritto internazionale e sul rispetto della nostra sovranità. Purtroppo, la Russia rimane l’unico attore che non dimostra un reale interesse per un negoziato autentico”. In occasione del quarto anniversario dell’invasione russa l’Incaricata d’Affari dell’Ambasciata d’Ucraina in Italia, Oksana Amdzhadin ha tracciato con LaPresse un bilancio della guerra sia dal punto di vista politico che da quello della quotidianità che i cittadini ucraini sono costretti a vivere tutti i giorni, con un ringraziamento all’Italia per il supporto che non è mai venuto meno. “Troppo spesso la pressione internazionale sembra concentrarsi sull’Ucraina. Ma la vera pressione deve essere esercitata sull’aggressore. È la Russia che deve dimostrare, con azioni concrete, di voler porre fine alla guerra. L’unico vero ostacolo sulla strada verso una pace giusta e duratura è la volontà del Cremlino di continuare il conflitto e perseguire obiettivi imperiali”, ha rimarcato Amdzhadin. “Noi vogliamo la pace più di chiunque altro, perché è la nostra terra, sono le nostre famiglie, sono le nostre città a essere colpite ogni giorno. Ma la pace non può significare solo le concessioni da parte di Ucraina. Deve essere giusta, sostenibile e garantire sicurezza all’Ucraina e all’Europa intera”, ha detto ancora.Quanto a eventuali concessioni territoriali “è importante essere chiari: l’Ucraina sta difendendo il proprio territorio da un’aggressione ingiustificata. Non siamo noi ad aver iniziato questa guerra”, ha argomentato Amdzhadin. “Il Presidente Zelensky – ha sottolineato – ha presentato un piano articolato in 20 punti per una pace giusta e duratura. Anche su questo piano, purtroppo, non c’è stata alcuna reazione concreta da parte di Mosca”. “Durante questo anno, mentre gli Stati Uniti hanno rilanciato i contatti, si sono svolti i negoziati nel formato trilaterale, l’Ucraina ha ribadito con coerenza la propria disponibilità a fermare il fuoco. Al contrario, la Russia ha intensificato i bombardamenti contro le città ucraine e le infrastrutture energetiche“. Secondo la rappresentante di Kiev in Italia non si possono “ignorare in fatti”. “Mentre si parla di pace ai tavoli diplomatici, sul terreno continuano gli attacchi. Nella notte del 17 febbraio, proprio mentre erano in corso dei negoziati, la Russia ha lanciato contro l’Ucraina 29 missili e circa 400 droni. Questo non è il comportamento di chi cerca una soluzione politica”.“Nessuna paura delle elezioni, ma serve sicurezza”Una situazione in cui è difficile poter pensare di organizzare le elezioni nel Paese. “Non c’è paura delle elezioni. Ma per essere vere elezioni devono svolgersi in condizioni che garantiscano sicurezza, pluralismo e pari opportunità. Prima la sicurezza e la fine delle ostilità, poi un processo politico pienamente legittimo, inclusivo e conforme ai principi democratici”, ha dichiarato Amdzhadin. “È molto difficile immaginare l’organizzazione di elezioni in Ucraina mentre la Russia continua a bombardare le nostre città e la linea del fronte. In uno Stato che vive sotto attacchi quotidiani con missili e droni, la priorità assoluta resta la sicurezza dei cittadini. Senza un cessate il fuoco reale e verificabile, o almeno senza garanzie di sicurezza solide, organizzare elezioni in tempi brevi è estremamente complicato”, ha aggiunto mettendo in luce la “questione dei diritti fondamentali”. “Dobbiamo garantire non solo il diritto di voto – cioè la possibilità di scegliere – ma anche il diritto di candidarsi ed essere eletti. La democrazia significa entrambe le cose. In tempo di guerra, assicurare l’elettorato attivo e passivo in modo equo e trasparente richiede un quadro giuridico chiaro e condizioni che oggi, oggettivamente, non esistono”, ha argomentato. “Pensiamo ai nostri militari al fronte: devono poter votare. Pensiamo ai milioni di sfollati interni. E pensiamo anche alla grandissima comunità di ucraini che oggi si trova temporaneamente all’estero. Parliamo di milioni di persone. Creare le condizioni perché possano votare in modo sicuro, accessibile e trasparente – nei Paesi che li ospitano – è una sfida logistica enorme che richiede tempo, coordinamento e stabilità”.Il rapporto con l’ItaliaIn questi quattro anni l’Ucraina ha avuto la possibilità di poter contare su alcuni partner affidabili, fra questi c’è senza dubbio l’Italia. “Sin dall’inizio dell’aggressione russa su larga scala la posizione di Roma è stata chiara e coerente. Il governo italiano ha fornito un sostegno politico, militare, economico e umanitario di grande importanza. “Anche recentemente, dopo i gravi attacchi russi contro le infrastrutture energetiche, l’Italia è stata tra i primi Paesi che hanno contribuito concretamente al rafforzamento della nostra resilienza energetica”, ha confermato la diplomatica ucraina. “È naturale che in una democrazia vi siano discussioni e sensibilità diverse all’interno della maggioranza di governo. Questo fa parte del normale dibattito politico. Tuttavia, fino ad oggi, l’impegno dell’Italia a sostegno dell’Ucraina non è venuto meno”, ha detto ancora. L’auspicio è che Roma “continuerà a svolgere un ruolo importante, perché il sostegno internazionale resta essenziale non solo per la nostra difesa, ma anche per creare le condizioni di una pace giusta e duratura. E come ha detto il presidente Zelensky ‘Per favore, prestate attenzione all’Ucraina. Se fosse stato così prima, questa guerra non ci sarebbe stata’”.Il caso HeraskevychUn sostegno che non è mancato anche nell’episodio “amaro” relativo alla squalifica da parte del Cio dai Giochi di Milano Cortina dell’atleta Vladyslav Heraskevych, squalificato per aver reso omaggio agli sportivi ucraini uccisi dalla guerra con il suo casco. “Si trattava di un gesto di memoria e di rispetto umano. Questo ha riaperto un dibattito più ampio sul ruolo del Comitato Olimpico Internazionale e sull’equilibrio tra neutralità sportiva e realtà della guerra in corso”, ha affermato. Allo stesso tempo – ha aggiunto – “la nostra delegazione è stata accolta con un forte segno di vicinanza e di solidarietà verso il popolo ucraino. È stato un momento molto toccante, che dimostra quanto l’opinione pubblica sia sensibile a ciò che sta accadendo in Ucraina”. La diplomatica di Kiev ha poi sottolineato come in Italia “è stata avviata una raccolta firme per chiedere al presidente della Repubblica Italiana di conferire a Heraskevych il Collare al Merito Sportivo, come riconoscimento del suo gesto e dei valori che rappresenta”. “Questo – ha dichiarato ancora – dimostra ancora una volta la sensibilità e la solidarietà di tanti cittadini italiani”.“Zelensky lavora per includere Ue nei colloqui”Se la vicinanza della stragrande maggioranza dei Paesi europei all’Ucraina non è mai mancata l’Unione Europea, però, resta tagliata fuori dal tavolo dei negoziati. “Il presidente Zelensky sta lavorando con determinazione affinché i rappresentanti europei siano inclusi nei colloqui”, di pace con la Russia. “Il coinvolgimento europeo nei negoziati non è una questione formale, ma una conseguenza logica del livello di responsabilità e di sostegno dimostrato finora. Una pace giusta e duratura non può essere negoziata senza l’Europa, perché la sicurezza dell’Ucraina è inseparabile dalla sicurezza europea”, ha sottolineato l’Incaricata d’Affari. “L’impegno politico, economico, finanziario e militare dei Paesi europei è stato fondamentale per rafforzare la nostra capacità di resistenza. Di questo siamo profondamente riconoscenti”, ha aggiunto. “L’Ucraina difende oggi principi che sono alla base dell’ordine europeo: sovranità, integrità territoriale, rispetto del diritto internazionale. Una pace sostenibile e duratura richiederà il contributo di tutti gli attori direttamente interessati, e l’Europa è certamente tra i protagonisti”.Le condizioni della popolazione civileE mentre si cerca una via diplomatica per risolvere il conflitto la situazione in cui la popolazione civile è costretta a vivere resta terribilmente difficile. “La guerra – ha raccontato Amdzhadin – ha profondamente segnato ogni famiglia, ogni città, ogni comunità. Non è solo una guerra al fronte: è una guerra contro la quotidianità, contro la normalità, contro la dignità della vita. In Ucraina, nel 21 secolo, milioni di persone vivono senza elettricità, senza acqua corrente, senza riscaldamento, perché le infrastrutture energetiche sono state molto danneggiate dagli attacchi russi. Bambini che fanno i compiti alla luce di una candela. Anziani che dormono con il cappotto addosso. Madri che cercano di scaldare una stanza sola della casa per proteggere i figli dal gelo dell’inverno”, ha detto ancora. Eppure, nonostante l’orrore, la paura e le perdite, il popolo ucraino continua a vivere”, ha rimarcato ancora. “Si celebrano matrimoni anche con il rumore lontano delle esplosioni. Nascono bambini nei rifugi antiaerei. Le persone si incontrano nei caffè quando possono, cercano di sorridere, di ricordare com’era la vita prima del 24 febbraio 2022. È una forma di resistenza silenziosa ma potentissima: continuare ad amare, a sperare, a progettare, anche quando tutto intorno sembra crollare”.Le conseguenze della guerra sulla salute mentale della popolazione – in ogni caso – “saranno enormi e dureranno anni”. “Per questo – ha spiegato ancora – quando si chiede a un ucraino ‘Come stai?’, spesso la risposta è: ‘Sono vivo’. Due parole semplici. Ma dietro quelle parole c’è un cuore a pezzi, una stanchezza immensa e, nonostante tutto, una forza straordinaria di continuare a resistere”. Una condizione che riguarda anche i cittadini ucraini che vivono all’estero in paesi in pace. “Molti provano un forte senso di colpa – ha concluso – perché mentre loro sono al sicuro, i genitori, i fratelli, le sorelle, i nonni e gli amici restano sotto le bombe. È un peso emotivo enorme: essere grati per la sicurezza e allo stesso tempo sentirsi lacerati per chi è rimasto”.Questo articolo Ucraina, incaricata d’affari Kiev: “Difendiamo la nostra terra, è Mosca a non volere la pace” proviene da LaPresse