“Mago” o nemico? La narrazione su Putin è sotto esame

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“Il mago del Cremlino”: questo è il titolo programmatico della nuova pellicola uscita su Vladimir Putin – o, per essere più precisi, contro Vladimir Putin.Si tratta, a ben vedere,  dell’ennesimo capolavoro dell’ideologia e della propaganda di un occidente nichilista che deve  n ogni guisa demonizzare la Russia di Putin, colpevole ai suoi occhi di non piegarsi e di non genuflettersi alla americanizzazione imperialistica del pianeta, e di più di organizzare intorno a sé la resistenza multipolare alla libido dominandi della civiltà stelle e strisce. La macchina della propagandaProprio vero, l’industria culturale e la macchina della propaganda non dormono mai, e sempre di nuovo si adoperano per fare sì che scambiamo gli amici per nemici e i nemici per amici. La macchina della propaganda, sempre operante, aspira ad abituarci ad amare lenostre catene e, in maniera sinergica, a odiare ogni possibile tentativo di prison break, di evasione dalla platonica caverna umbratile nella quale dunque siamo.Gli organi ipnotici della propaganda che non dorme mai continuano a ripetere a tambur battente che la Russia di Putin è una minaccia per il mondo libero, tra virgolette, dell’occidente, quando in realtà, a conti fatti, le cose stanno in maniera non diversa ma diametralmente opposta. E’ infatti l’occidente nichilista che si sta con zelo adoperando per accerchiare la Russia e per farla capitolare, per normalizzarla in senso libero-atlantista, cioè per renderla una succursale del sinedrio libero-progressista. ‘La caverna’Con Gorbaciov prima e con Yeltsin poi, questa integrazione sembrava possibile. Poi arrivò, come è noto, l’imponderabile nella storia Vladimir Putin, che principiò fermamente a dire di no e a opporre ferma resistenza alle mire espansionistiche di Washington e alla sualibido dominanti. La colpa di Putin, agli occhi della civiltà dell’hamburger, risiede proprio nella resistenza eroica che da subito egli ha fatto valere contro la smania imperialistica della civiltà talassocratica del dollaro e della sua incontenibile volontà di comandare il mondo intero senza confini. La nuova pellicola non fa allora altro che dare voce a questa logora narrazione ideologica, martellante e sempre ribadita, narrazione che, in ultima istanza, è volta a capovolgere il rapporto tra realtà e discorso e a giustificare in tal guisa l’ingiustificabile imperialismo dell’Occidente a stelle e strisce.Proprio come accade nella caverna caliginosa descritta da Platone nella Repubblica, vediamo oggi scorrere sul fondo dell’antro le immagini e le scambiamo per realtà. Ci persuadiamo del fatto che sia buono e giusto lo spazio blindato che ci tiene prigionieri, segregati, ergastolani, della caverna 2.0 della globalizzazione americanocentrica. E così, d’altro canto, accade nella narrazione di Platone. Socrate, l’alter ego dello stesso Platone, replica al suo interlocutore dicendo che la caverna è la condizione nella quale si trovano i prigionieri che non sanno di esserlo. E l’interlocutore, sbalordito, così dichiara “Strana immagine quella che proponi, Socrate, e strani i prigionieri assomigliano a noi”. Ebbene, a diverso tempo dalla narrazione platonica possiamo dire che quell’immagine non ha smesso di parlarci e, soprattutto, non ha smesso di parlare di noi.Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego FusaroThe post “Mago” o nemico? La narrazione su Putin è sotto esame appeared first on Radio Radio.