Chi era El Mencho, l'ex agente di polizia co-fondatore del cartello ultraviolento in Messico

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AGI - Il signore della droga conosciuto come El Mencho, ucciso dalle forze speciali messicane, era il co-fondatore e leader del Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG), l’organizzazione criminale che negli ultimi anni si è affermata come la più potente del Messico. La notizia, riportata anche da 'The Guardian' segna un passaggio cruciale nella lunga e sanguinosa guerra dello Stato contro i cartelli della droga.Meno celebre a livello internazionale rispetto al Cartello di Sinaloa, reso famoso dalla figura di Joaquín "El Chapo" Guzmán, il CJNG è invece un nome che in Messico evoca terrore. La sua reputazione è legata a dimostrazioni di forza brutali, a un arsenale di tipo militare e a una strategia operativa che ha alzato il livello dello scontro con lo Stato.L’ascesa violenta del CJNGCon base nello stato di Jalisco, il cartello si è distinto per l’aggressività degli attacchi contro le forze armate. Nel 2015, durante un’operazione per catturare El Mencho, i suoi uomini riuscirono ad abbattere un elicottero militare con un lanciarazzi, in un episodio che segnò un punto di svolta nella percezione della potenza del gruppo. Negli anni successivi il CJNG ha mostrato una crescente capacità militare, utilizzando droni per sganciare esplosivi e ricorrendo a tecniche tipiche dei conflitti armati.Nel 2020 il cartello compì un audace attentato nel centro di Città del Messico contro l’allora capo della polizia della capitale, oggi responsabile federale della sicurezza, impiegando granate e armi ad alta potenza. Un’azione che dimostrò quanto il gruppo fosse disposto a colpire in pieno cuore istituzionale.Già nel 2021 le autorità messicane e statunitensi consideravano il CJNG una minaccia alla sicurezza nazionale. Il cartello disponeva di enormi risorse economiche, armi di ultima generazione e unità paramilitari capaci di mettere in difficoltà le forze di polizia locali, soprattutto nei centri urbani di dimensioni medio-piccole.Il traffico di droga tra Messico e Stati UnitiLa Drug Enforcement Administration (DEA) ha più volte equiparato la potenza del CJNG a quella del Cartello di Sinaloa, sottolineando la sua presenza capillare in tutti i 50 stati americani. L’organizzazione è ritenuta uno dei principali fornitori di cocaina per il mercato statunitense e ha costruito una parte consistente dei propri profitti sulla produzione e distribuzione di fentanil e metanfetamine, sostanze che hanno alimentato una grave crisi sanitaria negli Stati Uniti.Nel frattempo, il Cartello di Sinaloa è stato indebolito da lotte interne e dall’arresto di figure chiave come Ismael "El Mayo" Zambada e lo stesso Guzmán. Questo scenario ha favorito l’espansione del CJNG, che ha conquistato territori e consolidato il proprio potere.Chi era Nemesio Rubén Oseguera CervantesIl vero nome di El Mencho era Nemesio Rubén Oseguera Cervantes. Nato ad Aguililla, nello stato di Michoacán, era coinvolto nel narcotraffico fin dagli anni Novanta. Da giovane emigrò negli Stati Uniti, dove nel 1994 fu condannato per traffico di eroina da un tribunale federale della California settentrionale e scontò quasi tre anni di carcere.Una volta rientrato in Messico, riprese le attività criminali collaborando con Ignacio Coronel Villarreal, noto come “Nacho Coronel”. Dopo la morte di quest’ultimo, intorno al 2007, fondò il CJNG insieme a Erik Valencia Salazar, soprannominato “El 85”. Inizialmente il gruppo operava in sinergia con il Cartello di Sinaloa, ma con il tempo la collaborazione si trasformò in una guerra aperta per il controllo delle rotte strategiche del narcotraffico.Un leader nell’ombra e le accuse negli Stati UnitiA differenza di “El Chapo”, che cercò visibilità mediatica arrivando a incontrare l’attore Sean Penn, El Mencho ha sempre mantenuto un profilo estremamente basso. Di lui esistono pochissime fotografie e rarissime apparizioni pubbliche.Dal 2017 è stato incriminato più volte presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia. L’atto di accusa più recente, depositato nell’aprile 2022, lo imputava per associazione a delinquere finalizzata al traffico di metanfetamina, cocaina e fentanil destinati al mercato americano, oltre che per l’uso di armi da fuoco nell’ambito delle attività criminali e per la violazione del Drug Kingpin Enforcement Act.Quali scenari dopo la morte di El MenchoLa morte di El Mencho potrebbe ridisegnare gli equilibri del narcotraffico in Messico. Tuttavia, la storia recente dimostra che l’eliminazione di un leader raramente coincide con la fine di un cartello. Più spesso apre la strada a lotte interne e a nuove ondate di violenza per il controllo del potere.Il CJNG resta una delle organizzazioni criminali più strutturate e armate dell’America Latina. La vera sfida per lo Stato messicano sarà impedire che il vuoto lasciato dal suo capo si trasformi nell’ennesima escalation di sangue.