Dopo le Olimpiadi di Milano Cortina è tempo di settimane bianche. Così può capitare di chiedersi se la neve artificiale – solo per le Olimpiadi 2026 ne sono stati usati 2,4 milioni di metri cubi – siano sicuri per la salute. Idem per gli scaldapiedi chimici, usati per tenere i piedi al caldo durante le attività all’aperto. Questi dispositivi, venduti in farmacia e nei negozi di attrezzature sportive, sono piccoli sacchetti che generano calore istantaneo e promettono di tenere al caldo le nostre estremità per diverse ore attraverso una reazione chimica.A chiarire ogni dubbio sono i medici anti-bufale di di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici). Vediamo cosa ci dicono su neve artificiale e scaldapiedi chimici.La neve artificiale e gli additivi“Nessun allarme per la salute: gli additivi usati per congelare l’acqua sono monitorati e sicuri. Sarà però necessario trovare alternative più sostenibili di quelle attuali, soprattutto in Italia”, spiegano gli esperti.Che cos’è la neve artificiale e cosa c’è dentro“La neve artificiale ha la stessa composizione chimica di quella naturale: entrambe sono fatte di acqua e aria”. La seconda replica il processo naturale mediante macchinari – innevatori o cannoni sparaneve – che nebulizzano e raffreddano l’acqua finché congela.“Negli impianti sciistici il processo è controllato e può impiegare specifici additivi. Per favorire la formazione del ghiaccio quando le temperature superano lo zero, si ricorre a sostanze che facilitano il congelamento e permettono di ridurre gli sprechi idrici ed energetici”. Il batterioGli additivi disciolti nell’acqua “sono di origine organica e non risultano tossici per l’uomo. Si tratta di prodotti a base di Pseudomonas syringae, un batterio. Il nome potrebbe far pensare a infezioni che colpiscono anche l’organismo umano, ma in questo caso si utilizzano proteine presenti sulla superficie di quel microorganismo, trasformate con processi sicuri. Si ottiene così l’elemento che contribuisce a formare gli strati di neve”.Questi additivi “sono utilizzati da oltre vent’anni. Le formulazioni impiegate nelle fasi iniziali, oggi non più in uso, sono state sostituite da prodotti conformi agli standard di sicurezza, senza evidenze di rischi per la salute degli sciatori”. I rischi legati al fondo ghiacciatoUna delle indagini più approfondite sui potenziali rischi per la salute è stata condotta dall’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria ambientale e del lavoro (Afsset). Secondo questa ricerca, Pseudomonas syringae non è patogeno per l’uomo perché viene “inattivato”, cioè privato del potere infettivo o allergizzante. La ricerca francese specifica che i rischi sono nulli per gli sciatori adulti e trascurabili per i bambini.Gli unici soggetti vulnerabili ad allergie o infezioni sono gli operatori che preparano gli additivi e puliscono gli impianti; è tuttavia sufficiente dotarsi di dispositivi di protezione (occhiali, mascherine e guanti) per prevenire contaminazioni.Ma attenzione. Chiunque abbia sciato su piste alimentate da cannoni avrà notato il fondo più compatto e ghiacciato: perciò è necessaria maggiore attenzione per evitare cadute. Gli scaldapiedi chimiciQuando ai sacchetti per i tenere al caldo i piedi sulla neve, “sebbene possano sembrare innocui, il loro utilizzo richiede attenzione per evitare incidenti spiacevoli. Un uso scorretto può infatti causare irritazioni o, nei casi più gravi, vere e proprie ustioni cutanee, specialmente se non si seguono le precauzioni necessarie o se si soffre di particolari condizioni di salute che riducono la nostra sensibilità al caldo e al freddo”, dicono i dottori anti-bufale.Il contatto prolungato con la pelle e un uso non corretto possono causare ustioni, soprattutto se non si percepisce correttamente il calore, come nel caso delle persone affette da alcune patologie. Anche chi ha subito in passato lesioni da congelamento dovrebbe consultare il proprio medico di medicina generale prima dell’uso, “poiché i tessuti potrebbero essere più fragili e sensibili agli sbalzi termici. Il pericolo aumenta se si utilizzano calzature con fori di ventilazione: l’eccesso di ossigeno che entra nella scarpa potrebbe accelerare la reazione chimica, facendo surriscaldare il dispositivo oltre i limiti di sicurezza”, avvertono gli esperti.Infine è bene prestare attenzione anche durante l’attività fisica intensa: “Il movimento e lo sfregamento del piede all’interno della scarpa possono aumentare il rischio di lesioni cutanee. Se si avverte fastidio, bruciore o disagio, è importante rimuoverli immediatamente”, consigliano i medici anti-bufale. Questo articolo Dalla neve artificiale agli scaldapiedi chimici, i rischi per la salute proviene da LaPresse