«È chiaro che se chi indossa la divisa commette un grave errore, allora deve pagarne le conseguenze. Nessuno ha mai affermato il contrario. Ma se si è sicuri del suo comportamento impeccabile, bisogna dargli una medaglia, non indagarlo». A dirlo in un’intervista a La Stampa è il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli. Sul caso di Rogoredo, chiarisce: «Con la nostra proposta l’agente sarebbe stato indagato allo stesso modo, non deformiamo le cose. Non è uno scudo penale, l’ha chiamato così la sinistra». L’idea avanzata dalla maggioranza, spiega, evita «che le forze dell’ordine vengano iscritte nel registro degli indagati come atto dovuto, anche quando non c’è alcun dubbio sul loro comportamento. Cosa che invece i magistrati lamentano di dover fare».«Salvini? I suoi commenti espressi sulla base di informazioni che gli organi di stampa avevano riportato sbagliate»Per Donzelli «la criminalizzazione delle forze dell’ordine è pericolosissima per la nostra sicurezza. Sono gli stessi agenti a volere trasparenza». E sul caso di Rogoredo «qualsiasi strumentalizzazione è fuori luogo». Anche se il vicepremier e ministro dei trasporti Salvini fin da subito aveva difeso l’agente. «Non si può dire adesso che erano sbagliati i commenti espressi sulla base di informazioni che gli organi di stampa avevano riportato sbagliate», ribatte Donzelli. Se sarebbe stata meglio un po’ di cautela replica: «La cautela è importante e rimane la stessa. Noi, ribadisco, difendiamo le forze dell’ordine come categoria sempre e comunque». E i singoli che sbagliano «sono una cosa diversa. E danneggiano l’intero corpo».L'articolo Rogoredo, parla Donzelli: «Se un agente sbaglia allora paga, non si strumentalizzi però lo “scudo penale”» proviene da Open.