Rinnovabili e reti, ecco il nuovo piano di Enel

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Milano – Uno scatto, deciso, sugli investimenti. E con un baricentro verde. A Milano, nella cornice di Palazzo Bovara, nel centralissimo Corso Venezia, Enel ha alzato il velo sul piano industriale che guarda al 2028. Numeri che hanno immediatamente scaldato il titolo in Borsa, dopo le tensioni, del tutto assorbite, legate al varo del decreto bollette da parte del governo, arrivato a strappare di buon mattino a +5,6%. Il ceo Flavio Cattaneo ha illustrato, prima agli analisti e poi alla stampa, la nuova strategia del gruppo, che poggia essenzialmente su un’accelerazione degli investimenti, con un focus particolare sulle rinnovabili, unitamente a una solida remunerazione agli azionisti e a una crescita dell’utile.Un piano a trazione anterioreDi qui al 2028 Enel ha previsto investimenti per 53 miliardi di euro, in aumento di 10 miliardi di euro rispetto al piano precedente, “con l’obiettivo di accelerare la crescita del gruppo con focus sulle geografie più dinamiche”, ha chiarito il gruppo elettrico, reduce da un 2025 chiuso con ricavi per oltre 80 miliardi. Andando nel dettaglio, tra il 2026 e il 2028 Enel ha pianificato investimenti totali lordi nel business integrato per oltre 26 miliardi di euro su un totale di 53 e altri 26 miliardi nelle reti, di cui circa il 55% in Italia e la restante parte distribuita tra Iberia e America Latina. E, come detto, saranno le rinnovabili a fare la parte del leone.Sul versante green, infatti, il gruppo prevede una forte accelerazione degli investimenti nelle rinnovabili, che raggiungeranno circa 20 miliardi di euro (+8 miliardi di euro circa rispetto al precedente piano), “con focus nelle geografie caratterizzate da significativa crescita della domanda elettrica”. Nello specifico, Enel ha stabilito di investire circa il 50% dei capex (le spese in conto capitale, ndr) destinati alle rinnovabili in Europa, da allocare tra aste pubbliche, ibridizzazioni e repowering di impianti.Al contempo, il gruppo ha pianificato di investire i rimanenti capex negli altri Paesi definiti, in particolare negli Stati Uniti, con progetti supportati da schemi contrattuali di lungo periodo, come i Power Purchase Agreements, “che garantiscono piena visibilità sul contributo alla creazione di valore di gruppo”, hanno precisato da Enel. Messi a sistema questi investimenti, il gruppo prevede dunque di incrementare la propria capacità installata a oltre 80 GW da circa 68 GW a fine 2025, anche grazie a un ritmo di crescita della capacità rinnovabile che al 2030 dovrebbe toccare un tasso annuo di crescita del 5% sul 2025.Il fronte della sostenibilitàIn scia alle rinnovabili, non è mancata la rincorsa alla sostenibilità nel piano industriale di Enel. Il gruppo intende proseguire con la riduzione delle proprie emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra, in linea con l’accordo di Parigi e con lo scenario di 1,5°C, come certificato dalla Science based targets initiative (Sbti). Si stima che a fine 2025, l’azienda abbia ridotto le proprie emissioni totali di quasi il 70% rispetto al 2017 ed è già prossimo a raggiungere il target fissato per il 2030. Il gruppo ha confermato in tal senso “il suo obiettivo di raggiungere zero emissioni nette in tutti gli Scope entro il 2040. Inoltre, lungo questo percorso, il gruppo continuerà a salvaguardare il tessuto socio-economico attraverso il proprio piano di Just transition”.Tra utili e dividendiChiariti gli obiettivi industriali, sono entrati in gioco anche i target finanziari. E qui le due voci che hanno innescato il rally del titolo in Borsa, arrivato a toccare i 9,6 euro ad azione, sono essenzialmente due: utili e cedole. Partendo dai primi, entro il 2028, Enel prevede che l’utile netto ordinario per azione (Eps) raggiungerà un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro, in crescita rispetto ai circa 0,69 euro attesi nel 2025. Inevitabili i riflessi, positivi, sulla remunerazione del capitale con il gruppo che “in linea con la crescita attesa dell’utile per azione, si prevede che anche il dividendo per azione aumenti di circa il 6% in termini di Cagr (Tasso annuo di crescita composto) tra il 2025 e il 2028 (proprio alla vigilia della presentazione del piano ha approvato un piano di buyback, ovvero riacquisto di azioni proprie, da 1 miliardo, pari all’1,48% del capitale).Una strategia ambiziosaIl ceo Cattaneo, commentando il piano, ha sottolineato l’ambizione e la credibilità della strategia messa a terra dal gruppo, improntata a “forte accelerazione della crescita grazie all’aumento degli investimenti che porteranno all’ulteriore miglioramento del profilo rischio-rendimento del gruppo. Le azioni manageriali intraprese negli ultimi tre anni ci garantiscono oggi una flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici dal punto di vista della domanda elettrica”.Secondo il manager, che ha rassicurato gli stessi analisti sull’impatto del decreto bollette, chiarendo come il gruppo avesse già messo in conto da tempo gli effetti del provvedimento, “grazie alla chiara visibilità sui risultati del gruppo e all’esecuzione del nostro programma di share buyback prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti, con un utile netto ordinario per azione che aumenterà fino a un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro nel 2028 e che supporterà la crescita del dividendo, grazie ai ritorni delle società controllate a livello internazionale”.