Brasile. Accordo con l’India su minerali critici e tecnologie

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di Paolo Menchi – India e Brasile hanno firmato a Nuova Delhi un accordo definito “pionieristico” sui minerali critici e sulle terre rare, materiali indispensabili per settori chiave come i veicoli elettrici, le energie rinnovabili e le tecnologie avanzate. Il patto è stato sottoscritto dal primo ministro indiano Narendra Modi e dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva con l’obiettivo di rafforzare la loro posizione in un contesto di crescente rivalità strategica con la Cina, che oggi domina il mercato globale delle terre rare.Il gigante sudamericano dispone delle seconde riserve mondiali di questi materiali, fondamentali per la produzione di batterie al litio, pannelli solari, smartphone, motori aeronautici e persino sistemi missilistici guidati. L’India, dal canto suo, sta cercando di ridurre la propria dipendenza da Pechino ampliando la produzione e il riciclo interni e diversificando i fornitori internazionali.Secondo Modi, l’intesa rappresenta “un passo importante verso la costruzione di catene di approvvigionamento resilienti”. Lula ha sottolineato che l’espansione degli investimenti e della cooperazione nei settori delle energie rinnovabili e dei minerali critici è al centro dell’accordo, inserendolo nella più ampia agenda climatica ed energetica globale. I dettagli operativi dell’intesa non sono stati ancora resi pubblici.Oltre al patto sui minerali strategici, i due leader hanno firmato altri nove accordi e memorandum che spaziano dalla cooperazione digitale all’accesso equo ai farmaci. L’obiettivo è aggiornare il partenariato bilaterale su temi centrali dell’economia globale, dalla governance tecnologica alla sicurezza delle forniture.“Il Brasile è il principale partner commerciale dell’India in America Latina”, ha dichiarato Modi, evidenziando l’impegno comune a portare l’interscambio oltre i 20 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Nel 2025 gli scambi bilaterali hanno già superato i 15 miliardi di dollari, con l’India che rappresenta il decimo mercato per le esportazioni brasiliane.Tra i principali prodotti esportati dal Brasile verso l’India figurano zucchero, petrolio, oli vegetali, cotone e minerale di ferro. La domanda di quest’ultimo è cresciuta rapidamente grazie allo sviluppo infrastrutturale e industriale indiano, in un momento in cui il Paese asiatico punta a diventare la quarta economia mondiale.L’incontro tra Lula e Modi, due leader di primo piano del cosiddetto Sud globale, si è svolto in un quadro internazionale segnato da tensioni commerciali. Lula ha criticato l’“unilateralismo commerciale”, in riferimento alla politica dei dazi del presidente statunitense Donald Trump, che ha inciso sia sull’India sia sul Brasile. Il presidente brasiliano ha inoltre sostenuto la necessità di ampliare in modo significativo l’accordo di commercio preferenziale tra l’India e il Mercosur.La visita di Lula, iniziata mercoledì con una delegazione composta da oltre una dozzina di ministri e numerosi imprenditori, ha incluso anche la partecipazione a un vertice globale sull’intelligenza artificiale, durante il quale il presidente brasiliano ha invocato un programma di regolamentazione mondiale per l’IA.In un momento in cui la Cina mantiene quasi il monopolio della produzione di terre rare e gli Stati Uniti attraversano una fase economica complessa, l’alleanza tra India e Brasile punta a diversificare le fonti di approvvigionamento e a contribuire a “plasmare le nuove regole” del commercio globale, rafforzando il ruolo delle economie emergenti negli equilibri internazionali.