Dopo l’ennesima esclusione dal Mondiale, è tempo di rifondare il calcio italiano. Le speranze devono ripartire dal nuovo presidente federale, ci sono molti modi da sciogliere. Il punto della situazione sul futuro del calcio italiano lo fa Stefano Agresti: “Dopo il quadriennio olimpico i presidenti federali vanno rieletti. Ogni volta ci diciamo che bisogna ricostruire tutto, cambiare il sistema, poi però per farlo servono idee, persone e leggi, anche la politica e il governo devono dare un sostengo legislativo che invece non c’è mai stato. Non abbiamo gli stadi, non abbiamo incentivi, anzi. Per un club è molto più semplice prendere un calciatore all’estero, perché non devi presentare delle fideiussioni che qui invece devi presentare. Quindi in una trattativa con due giocatori di pari livello si sceglierà sempre lo straniero. I politici poi saltano addosso a presidenti e ct anche quando le cose non vanno. Visto che molti settori della nostra economia vengono aiutati, per il calcio non accade. Pensate a quanta fatica deve fare un club per costruire uno stadio. In Inghilterra è molto più facile costruire uno stadio, in Italia nascono problemi in continuazione su tutto. Ora c’è una inchiesta sullo stadio di Milano, perché forse Inter e Milan sono stati favoriti. Immagino la coda fuori per prendere San Siro… L’anomalia dell’elezione del presidente federale è che la Serie A che sostiene economicamente il nostro calcio, conta al 18%. I dilettanti incidono al 34%, incide l’associazione calciatori,quella allenatori. Il gioco è molto particolare, la Serie A in gran parte sosterrà Malagò. I due sindacati calciatori e allenatori valgono il 30% e normalmente non si separano. Malagò è posizionato molto bene, però deve risolvere la situazione dei suoi rapporti non straordinari con il Governo”.The post FIGC, Malagò favorito ma Agresti avverte: “La politica deve aiutare, e lui deve migliorare i rapporti col Governo” appeared first on Radio Radio.