“La terra rossa mi mancava, sono molto contento di essere tornato a giocare su questa superficie. Dopo Miami non ho toccato la racchetta per 4/5 giorni”. Carlos Alcaraz ritrova la terra rossa, la superficie che più di qualsiasi altra gli ha dato soddisfazioni nel corso della sua carriera. Lo spagnolo giocherà a Monte Carlo, poi anche a Barcellona, Madrid, Roma e Parigi. Ci sono da difendere 4.300 punti raccolti nella passata stagione, più di chiunque altro, grazie alle vittorie a Monte-Carlo, Roma e al Roland Garros, oltre alla finale di Barcellona. “La terra mi è mancata, è arrivato il momento di sporcarsi i calzini. Ma non penso alla difesa del titolo o al numero uno, voglio solo ritrovare belle sensazioni in campo”, ha spiegato Alcaraz.Il murciano ha però spiegato di esser rimasto sorpreso dalla presenza di Jannik Sinner a Monte Carlo, nel primo Masters 1000 della stagione (dove sta giocando anche in doppio con Bergs). Torneo che, però, non è obbligatorio: l’unico tra i Masters 1000. Chi non vuole partecipare tra i big quindi non riceve penalità o multe. “Sinceramente mi ha sorpreso che Sinner sia venuto qui a giocare a Monte-Carlo dopo aver vinto a Indian Wells e Miami – ha ammesso Alcaraz -. Però questo vuol dire che sta bene fisicamente e che è in grado di vincere dovunque. Spero di poterlo affrontare qui a Monte-Carlo, perché quest’anno non ci siamo ancora sfidati. Spero che ci riusciremo durante la stagione sulla terra rossa”.Sinner è infatti reduce dal Sunshine Double (vittoria a Indian Wells e vittoria a Miami), mentre Alcaraz – dopo un inizio esaltante con i successi agli Australian Open e all’Atp 500 di Doha – è stato eliminato in semifinale a Indian Wells e al secondo turno a Miami per mano di Korda. Ciò vuol dire che se Sinner dovesse vincere a Monte Carlo (a prescindere dal risultato del rivale spagnolo), lo scavalcherebbe in testa al ranking Atp e tornerebbe primo a distanza di diversi mesi.L'articolo Alcaraz sincero su Sinner: “Mi ha sorpreso vederlo a Monte Carlo. È il momento di sporcarsi i calzini” proviene da Il Fatto Quotidiano.