Robert Francis Prevost ha celebrato la sua prima messa di Pasqua da papa Leone XIV in piazza San Pietro, scegliendo di pronunciare l’omelia, opzione che in passato diversi suoi predecessori avevano evitato. Un discorso centrato sul tema della morte e della speranza, con uno sguardo tutt’altro che rassicurante sul mondo contemporaneo. «Molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono», ha detto il Papa. Ma la Pasqua, ha aggiunto, «ci dona questa speranza, ricordandoci che nel Cristo risorto una nuova creazione è possibile ogni giorno».Cosa ha detto il Papa nell’omelia di PasquaLeone XIV ha costruito la sua omelia attorno a un’idea precisa: il potere della morte come minaccia costante, interiore ed esteriore. «Dentro di noi», ha spiegato, quando i peccati, le delusioni, le solitudini e i risentimenti «soffocano la gioia di vivere». Ma anche fuori: «La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge». Di fronte a tutto questo, il messaggio pasquale non è una risposta semplice ma un invito ad alzare lo sguardo: «Attraverso fessure di resurrezione che si fanno spazio nelle oscurità, il Signore consegna il nostro cuore alla speranza». Il Papa ha concluso con una preghiera: «Cristo, nostra Pasqua, ci benedica e doni la sua pace al mondo intero».La messa di Pasqua in piazza San Pietro e la benedizione urbi et orbiA mezzogiorno il Papa dal loggione centrale della basilica di San Pietro si affaccerà per impartire la tradizionale benedizione urbi et orbi, alla città e al mondo. La Pasqua, ha ribadito Leone XIV nel corso della messa, «è un nuovo inizio, è la vita finalmente resa eterna dalla vittoria di Dio sull’antico Avversario. Di questo canto di speranza oggi abbiamo bisogno».Gli auguri di Mattarella al pontefice: «Scuotersi dalla rassegnazione»Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio augurale al Papa per la sua prima Pasqua sul Soglio Pontificio. «A nome del popolo italiano e mio personale», scrive il capo dello Stato, «auspico che questi sentimenti, specialmente in tempi così complessi e inquieti, rasserenino e sollecitino tutti, governanti e donne e uomini di buona volontà, a recuperare al più presto le ragioni del dialogo, della moderazione e della convivenza pacifica». Mattarella ha fatto anche riferimento a un’espressione usata dallo stesso Leone XIV, auspicando che la Pasqua esorti all’azione concreta affinché l’umanità sia risvegliata da quella che il Papa ha definito «la globalizzazione dell’impotenza».L'articolo Leone XIV, la prima omelia di Pasqua del Papa: «Molte volte sembra che Dio non esista». Morte, guerre e speranza: cosa ha detto Prevost – Il video proviene da Open.