Una sconfitta può starci. Ma non così. Non in questo modo. La Roma esce da San Siro con un pesante 5-2 contro l’Inter che va oltre il risultato e lascia una sensazione chiara: il problema non è la caduta, ma come è arrivata.E dire che la partita aveva raccontato altro, almeno all’inizio. Dopo appena un minuto, il gol di Lautaro Martinez sembrava il preludio a una serata complicata. E invece la squadra di Gasperini aveva reagito. Con ordine, con personalità. Aveva preso campo, costruito gioco, fino al pareggio firmato da Gianluca Mancini. In quel momento, la Roma c’era.Il problema, semmai, è quello che succede sempre troppo spesso: l’incapacità di gestire i momenti chiave. Portare quel pareggio all’intervallo avrebbe cambiato inerzia e lettura della gara. Invece, a pochi istanti dal riposo, è arrivato il bolide da fuori area di Calhanoglu. Un colpo pesantissimo, più mentale che tecnico.LEGGI ANCHE – Inter-Roma 5-2: le pagelleLa ripresa è stata un’altra partita. O meglio: una sola squadra in campo. La Roma è rientrata scarica, svuotata, senza energia. L’Inter ha alzato i ritmi e ha travolto tutto: ancora Lautaro, poi Thuram e infine Barella. Proprio il gol del centrocampista fotografa il momento: una squadra ferma, incapace di reagire, quasi rassegnata. Il 5-2 finale di Pellegrini serve solo a rendere meno amaro il tabellino. Nulla di più.Si dirà delle assenze. E le assenze ci sono, pesanti e innegabili: Wesley, Koné, Dybala mancavano già prima del calcio d’inizio, e nel corso della gara si è fermato anche Mancini. Ma le squadre di livello sanno sopperire alle assenze con l’organizzazione, con il carattere, con la compattezza. Quello che si è visto nella ripresa a San Siro non aveva nulla di tutto questo.E qui sta il nodo. Non è la sconfitta contro la capolista — quella si può accettare. È la sensazione di fragilità, di mancanza di continuità, di una squadra che non riesce a restare dentro la partita quando il livello si alza. E allora i dubbi tornano, più forti di prima. Una Roma che inseguiva il quarto posto e la Champions vede ora quell’obiettivo allontanarsi in modo preoccupante. Il Como e la Juventus giocheranno le prossime partite con la consapevolezza che i giallorossi hanno ceduto terreno prezioso.Perché senza il quarto posto, le domande diventano inevitabili: che direzione prenderà questa Roma? E con quali certezze? Era la partita più difficile del calendario, è vero. Ma il modo in cui è finita lascia un segno che va oltre il risultato. E che pone domande alle quali qualcuno, prima o poi, dovrà dare risposte.LEGGI ANCHE – Pellegrini: “Gli episodi ci vanno contro, non è facile reagire. Ora dobbiamo metterci il caschetto…”Giallorossi.net – Andrea FioriniL'articolo SPROFONDO ROMA proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.