“Da 50 anni cerco l’assassino di mia mamma. Mi minacciavano al telefono: ‘Smettila o farai la stessa fine'”. È un dolore vivo quello che Agostina Belli porta con sé nello studio di Domenica In. A 76 anni, l’iconica attrice del cinema italiano ha scelto di aprire il suo cuore nel salotto pasquale di Mara Venier, ripercorrendo la tragedia che ha segnato irrimediabilmente la sua vita: l’omicidio irrisolto della madre. Un dramma che l’ha trasformata da stella dello spettacolo a detective improvvisata, disposta a tutto pur di ottenere verità e giustizia.La “Mami” e il rapporto ritrovatoPrima di addentrarsi nell’orrore del delitto, l’attrice ha delineato il ritratto di sua madre, scomparsa tragicamente ad appena 53 anni. Era una donna solare, che per vivere affittava camere a studenti e ferrovieri nei pressi di Milano. “Casa sua era come l’ingresso di un hotel, la chiamavano Mami”, ricorda la Belli. “Le persone andavano a vedere la televisione, oppure andavano a telefonare. Non c’erano i telefoni cellulari”. Eppure, il legame tra le due non è sempre stato idilliaco, segnato fin dall’inizio dalla difficile separazione dei genitori e dalla scelta di Agostina di partire da sola per Milano per inseguire la carriera nel cinema, andando contro il volere del padre. “Con lei non avevo un buon rapporto, non era abbastanza affettuosa”, ha confessato. La riconciliazione è avvenuta solo in età adulta: “L’ho scoperta quando sono andata alla Rinascente perché il pomeriggio andavo da lei e mangiavamo insieme. Da allora ho vissuto tutto il suo mondo”.L’omicidio e l’ossessione per la veritàTutto si spezza la sera in cui la donna viene trovata priva di vita nella sua abitazione. Da quell’istante, il percorso di Agostina cambia radicalmente. Insieme alla sorella, ha più volte richiesto la riapertura del caso, aggrappandosi a dettagli precisi e inquietanti della scena del crimine. “C’erano due bicchieri. Su un pacco di caramelle. Vuol dire che lei lo conosceva”, spiega l’attrice, convinta che l’assassino non fosse un estraneo. La ricerca del colpevole è diventata un’ossessione divorante, al punto da relegare la sua carriera artistica in secondo piano. “Non mi fregava niente del successo”, ha ammesso con schiettezza. “Io volevo guadagnare più soldi per pagare questi due individui che avevo assunto per scoprire la verità dietro la morte di mamma. Mi sono messa a fare la detective”.Le minacce di morte e la scelta estrema della pistolaIndagare in autonomia, però, l’ha esposta a pericoli reali e a un clima di puro terrore psicologico: “Quando è arrivato il successo, nelle interviste dicevo che avrei trovato l’assassino di mamma, ma intanto ricevevo minacce di morte, mi hanno avvelenato il cane, rubato la macchina… Avevo paura di rimanere da sola a casa”. Il terrore correva soprattutto sul filo del telefono: “Quando sentivo la segreteria c’era sempre un messaggio di una voce camuffata che mi diceva: ‘Smetti di indagare su tua madre, altrimenti farai la sua stessa fine'”. Terrorizzata, Agostina Belli ha cercato aiuto nelle istituzioni, trovando però un muro: “Sono andata alla polizia e il commissario mi ha detto di smetterla di cercare“. Abbandonata a se stessa e temendo per la propria vita, l’attrice prese allora una decisione drastica: “Ho comprato una Smith Wesson 37, una pistola per difendermi”.L'articolo “Da 50 anni cerco il killer di mia madre. Mi minacciavano al telefono: ‘Smettila o farai la stessa fine’, anche la polizia mi disse di non cercare”: così Agostina Belli a Domenica In proviene da Il Fatto Quotidiano.