Carburante finito all’aeroporto di Brindisi: scalo in difficoltà fino al 7 aprile. Limitazioni a Reggio Calabria e Pescara

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Disagi per il traffico aereo nello scalo pugliese dell’aeroporto di Brindisi, dove il carburante per gli aerei non sarà disponibile almeno fino alle 12 di domani 7 aprile. A segnalarlo sono i Notam, i bollettini aeronautici ufficiali, aggiornati nelle ultime ore. Secondo quanto comunicato, le compagnie aeree sono invitate a pianificare i voli facendo rifornimento negli aeroporti di partenza, così da garantire autonomia anche per le tratte successive. Nello scalo brindisino restano infatti disponibili solo “quantità limitate” di carburante, riservate esclusivamente ai voli statali, alle operazioni di soccorso (Sar) e ai voli sanitari.La situazione di Brindisi si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà nella distribuzione del carburante in diversi aeroporti italiani. Problemi analoghi, seppur meno gravi, si registrano anche in altri scali: a Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna le scorte risultano limitate. Ulteriori criticità emergono anche al Sud: all’aeroporto di Reggio Calabria è stata introdotta una quota massima di rifornimento per i velivoli, mentre all’aeroporto di Pescara è disponibile una sola autocisterna da 20mila litri. Al momento non si segnalano cancellazioni diffuse, ma la carenza di carburante potrebbe avere ripercussioni sull’operatività dei voli, con possibili ritardi o modifiche nella pianificazione delle rotte. Le compagnie restano in allerta, mentre si attendono aggiornamenti sul ripristino delle forniture nello scalo pugliese.Ma il caso di Brindisi si inserisce in un quadro più ampio che rischia di incidere sull’intera stagione turistica estiva. Alle difficoltà legate alla sicurezza internazionale – con numerose destinazioni sconsigliate per i conflitti in corso, tra cui Ucraina, Russia, diverse aree del Medio Oriente, oltre a Paesi come Sudan, Congo, Haiti e Yemen – si aggiunge ora l’incognita carburanti. A pesare è la riduzione delle forniture dai Paesi arabi, dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il trasporto di petrolio.Le prime avvisaglie erano arrivate già nei giorni scorsi, con la comunicazione di limitazioni nei rifornimenti da parte di Air Bp Italia in diversi scali. Secondo Assoviaggi Confesercenti, il settore turistico sta subendo una “doppia penalizzazione”: da un lato il costo elevato del carburante, dall’altro il rafforzamento del dollaro rispetto all’euro, fattori che incidono direttamente sui prezzi dei voli e dei pacchetti vacanza.Le conseguenze riguardano anche i viaggiatori che organizzano autonomamente le proprie vacanze. Oltre alla scelta di mete considerate sicure – monitorate attraverso il portale “Viaggiare Sicuri” del Ministero degli Esteri – cresce l’attenzione verso le polizze assicurative contro eventuali cancellazioni dei voli. Secondo il Codacons, queste coperture possono arrivare a costare fino all’8% del prezzo complessivo del viaggio e non sempre garantiscono rimborsi completi, prevedendo limiti, franchigie ed esclusioni.In caso di cancellazione per decisione della compagnia aerea, anche legata a problemi di carburante, la normativa europea tutela comunque i passeggeri, prevedendo il diritto al rimborso del biglietto o alla riprotezione su un volo alternativo. Resta però l’incertezza su una stagione estiva che si apre tra tensioni internazionali, costi in aumento e una nuova variabile critica: la disponibilità di carburante negli aeroporti.L'articolo Carburante finito all’aeroporto di Brindisi: scalo in difficoltà fino al 7 aprile. Limitazioni a Reggio Calabria e Pescara proviene da Il Fatto Quotidiano.