L’assassino di Chiara Poggi nascosto in cortile e l’irruzione nella villa a Garlasco: «Lei non ha aperto volontariamente». Il sospetto del movente nei file protetti

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Spuntano nuovi interrogativi sul delitto di Garlasco. Questa volta riguardano la memoria digitale del computer di Chiara Poggi e la dinamica dell’ingresso dell’assassino nella villetta. Al centro dell’attenzione degli investigatori e dei consulenti di parte sono tornati alcuni dettagli rimasti per anni in ombra, a partire dal contenuto del pc della vittima. In particolare, l’analisi si è concentrata su tre video privati risalenti al 2006, salvati e poi nascosti in una cartella protetta da password. Poco prima della sua morte, quei file erano stati resi invisibili e archiviati con estrema cautela, per poi essere copiati su una chiavetta Usb di cui, dopo il delitto, si è persa ogni traccia.Il mistero dei file protettiIl nodo informatico divide profondamente le parti in causa. Mentre i consulenti della famiglia Poggi tendono a escludere che soggetti esterni abbiano avuto accesso a quel materiale, la difesa di Alberto Stasi sostiene l’esatto contrario. Il sospetto è che qualcuno possa aver visionato o sottratto quei contenuti, un elemento che, se confermato, potrebbe mettere potenzialmente in discussione il movente finora ipotizzato. La domanda sembra essere: chi, oltre alla vittima, sapeva dell’esistenza di quella cartella e che fine ha fatto il supporto esterno che la conteneva?La tesi dell’intruso e il giallo dell’allarmeParallelamente alla pista del pc, emerge una ricostruzione alternativa su come l’assassino sia riuscito a entrare nella villetta quel 13 agosto del 2007. Secondo l’ultima ricostruzione, che si oppone alla narrazione classica, «Chiara Poggi non ha aperto al suo assassino volontariamente». La disattivazione dell’allarme, avvenuta alle 9:12 della mattina del delitto, non sarebbe stata finalizzata ad accogliere un ospite conosciuto, ma semplicemente a garantire libertà di movimento ai gatti di casa. Questa ipotesi troverebbe conferma anche nell’abbigliamento della giovane, ritenuto troppo informale e poco compatibile con l’attesa di una visita, seppur di una persona amica.L’ipotesi dell’aggressione a sorpresaA rafforzare il sospetto di un’aggressione a sorpresa c’è la testimonianza di una vicina, che riferì di aver notato una bicicletta nera nei pressi dell’abitazione proprio mentre l’allarme risultava ancora inserito. Da qui nasce lo scenario di un assassino che potrebbe aver scavalcato il muro di cinta, nascondendosi nel cortile in attesa del momento propizio. In questa versione dei fatti, Chiara si sarebbe accorta di una presenza anomala solo dopo aver disinserito l’allarme, aprendo la porta senza avere la minima consapevolezza di trovarsi di fronte al proprio assassino. L'articolo L’assassino di Chiara Poggi nascosto in cortile e l’irruzione nella villa a Garlasco: «Lei non ha aperto volontariamente». Il sospetto del movente nei file protetti proviene da Open.