AGI - L'amministrazione del presidente Donald Trump ha presentato ricorso urgente contro l'ordine di un giudice federale che ha bloccato la costruzione di una nuova sala da ballo alla Casa Bianca, sostenendo che lo stop al progetto potrebbe comportare rischi per la sicurezza nazionale.Nel ricorso depositato presso la Corte d'appello del circuito di Washington - scrive il Washington Post - il Dipartimento di Giustizia contesta l'ingiunzione del giudice Richard Leon, definita "senza precedenti e impropria", chiedendone la sospensione in attesa della decisione nel merito. In caso contrario, l'amministrazione ha annunciato che si rivolgerà alla Corte suprema. La giustificazione della sicurezza e i finanziamentiSecondo il governo, la struttura da circa 8.400 metri quadri, dal valore di 400 milioni di dollari, è progettata per proteggere il presidente, la sua famiglia e il personale della Casa Bianca da minacce come droni, missili balistici, armi da fuoco e agenti biologici. Il giudice Leon aveva stabilito che il progetto necessita dell'approvazione del Congresso, respingendo la tesi della Casa Bianca secondo cui il presidente avrebbe piena autorità a procedere, anche tramite finanziamenti privati. L'amministrazione ha infatti ribadito che l'opera non utilizza fondi pubblici ma donazioni di sostenitori. La causa e la decisione del giudiceLa causa era stata avviata dal National trust for historic preservation, l'Ente nazionale per la tutela del patrimonio storico, che accusa Trump di aver aggirato le procedure federali demolendo l'East Wing e avviando i lavori senza le necessarie autorizzazioni. Nel motivare lo stop, Leon ha ridimensionato anche le argomentazioni sulla sicurezza: "l'esistenza di una grande buca accanto alla Casa Bianca è un problema creato dallo stesso presidente", ha scritto, pur concedendo una sospensione di due settimane dell'ordine per consentire interventi minimi di messa in sicurezza. La Casa Bianca si è detta "fiduciosa" sull'esito dell'appello, mentre il caso si prepara a diventare un nuovo fronte legale tra l'amministrazione Trump e le istituzioni federali.