“Mio figlio in lacrime per il mio Don Chisciotte. Ho rifiutato l’America, non volevo fare due battute da stereotipo italiano”: parla Alessio Boni

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Un nomade per vocazione, ma con il cuore saldamente ancorato alla famiglia. Alessio Boni è un attore che non conosce la parola “pausa”. Diviso costantemente tra i palcoscenici teatrali, i set cinematografici e televisivi, vive l’arte con una dedizione totalizzante. Ospite della puntata pasquale di Da noi… a ruota libera su Rai 1, intervistato da Francesca Fialdini, l’attore bergamasco ha tracciato un bilancio intimo e professionale della sua carriera, svelando retroscena inediti e fragilità personali.L’armatura di Don Chisciotte e l’emozione di un figlioAttualmente, Boni è impegnato in un progetto indipendente a cui tiene in modo viscerale: la trasposizione di Don Chisciotte. Parlando del capolavoro di Cervantes, l’attore ci tiene a spogliarlo dall’aura di comicità spicciola che spesso gli viene cucita addosso. “Non lo devi fare come un Pierrot”, ha precisato. “Don Chisciotte ci crede davvero: è uno che vede oltre, smaschera le ingiustizie e vuole aiutare poveri ed emarginati”. Un antieroe di una modernità sconcertante, che per Boni rappresenta una figura paterna ideale e struggente: “Già allora parlava degli ultimi, dei contadini, quando la letteratura era ancora riservata alle élite. Chi non desidererebbe un padre così? Un nobile in pensione che indossa un’armatura e cerca uno scudiero per rimettere ordine nel mondo, non per potere ma per migliorarlo”. La potenza di questo messaggio ha colpito nel segno non solo il pubblico, ma anche la sua sfera più privata. Con dolcezza, l’attore ha rivelato la reazione del suo bambino davanti allo schermo: “Vederlo al cinema è stato emozionante anche per mio figlio: ha pianto guardandolo”.Da Caravaggio a Walter Chiari: il peso delle leggendeNel corso della chiacchierata, Boni ha affrontato il delicato tema dell’interpretazione di personaggi storici. Vestire i panni di un mito contemporaneo, ha spiegato, richiede un carico di responsabilità emotiva nettamente superiore rispetto a figure vissute secoli fa. Il paragone è netto: “Di Caravaggio non sappiamo con certezza com’era, di Chiari sì: è nell’immaginario di tutti”. Riportare in vita il genio sregolato della tv italiana è stata una vera e propria sfida per i nervi: “Quando interpreti una leggenda come Walter Chiari, ti tremano i polsi. Mi ha aiutato molto suo figlio Simone”.Il trionfo inaspettato e i no a HollywoodImpossibile non ripercorrere la pietra miliare della sua carriera: La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana. Un’opera monumentale che ha cambiato per sempre la traiettoria professionale di Boni, ma che nacque sotto i peggiori auspici distributivi. “Ci è caduto addosso come una favola. All’inizio nessuno voleva produrlo perché considerato troppo politico”, ha ricordato l’attore. La svolta arrivò sulla Croisette: “Poi Cannes, il premio, e improvvisamente lo volevano tutti. Eravamo impreparati: avevamo una sola copia del film, quella portata al festival”. Da prodotto di nicchia snobbato in patria, si trasformò in un fenomeno globale: “Il successo fu travolgente, a Parigi rimase in sala per un anno”. Quella risonanza internazionale attirò inevitabilmente le sirene dell’industria cinematografica estera. Eppure, Boni scelse di non cedere alle lusinghe del cinema d’oltreoceano e d’oltralpe, respingendo copioni che riteneva svilenti. “Mi chiamavano da tutto il mondo, dalla Francia all’America, con proposte anche bellissime. Ma non volevo fare due battute da stereotipo italiano in film stranieri”. Un rifiuto categorico alla macchietta del nostro Paese, a favore della dignità autoriale.Il tempo per la famigliaOggi, Alessio Boni continua a essere “perennemente in giro per lavoro”, ma le sue priorità umane sono chiare. Nonostante i ritmi serrati imposti dal suo mestiere, la bussola della sua vita punta dritta verso la compagna, la giornalista Nina Verdelli, e i loro bambini. “Ai miei figli dedico ogni ritaglio di tempo possibile”, ha concluso.L'articolo “Mio figlio in lacrime per il mio Don Chisciotte. Ho rifiutato l’America, non volevo fare due battute da stereotipo italiano”: parla Alessio Boni proviene da Il Fatto Quotidiano.