Nell’inverno appena conclusosi, prima di decidersi ad attaccare militarmente l’Iran, gli Stati Uniti avrebbero tentato di far cadere il regime degli Ayatollah in un altro modo: armando gli insorti che manifestavano nelle piazze al grido di «Morte a Khamenei». Lo ha svelato lo stesso Donald Trump in una conversazione telefonica con il giornalista di Fox News Trey Yingst. Dalla fine di dicembre 2025 l’Iran è stato sconvolto da proteste partite dal bazar di Teheran e poi estesesi a macchia d’olio: la repressione impietosa del regime avrebbe fatto in poche settimane, dice ora il presidente Usa, «45mila morti» (la stima più alta fin qui circolata sui canali dell’opposizione era di 36.500 vittime, quella ufficiale del regime “appena” sopra le 3mila). A gennaio Trump aveva promesso che avrebbe aiutato la popolazione a far cadere una volta per tutte il regime, ventilando un’azione militare, poi in un primo momento scartata. Ma in quella fase, svela ora lo stesso capo della Casa Bianca, gli Usa provarono a far collassare la teocrazia dall’interno. Senza successo.April 5, 2026 La tela Usa coi curdi e il presunto «tradimento»«Gli Stati Uniti hanno mandato ai manifestanti armi, molte. Gliele abbiamo mandate tramite i curdi», ha detto Trump al giornalista di Fox, che ha poi riferito per sommi capi la conversazione in diretta tv. Non è chiaro in quale momento esattamente sarebbe avvenuta l’operazione. Fatto sta che essa non andò a buon fine. Perché? Secondo Trump, per colpa dei curdi. «Penso che si siano tenuti loro le armi», è la clamorosa accusa sganciata dal leader Usa. È noto che la Cia ha da decenni legami solidi con le milizie curde, popolo senza Stato che vive tra Turchia, Iraq e Iran, così come sono noti i suoi tentativi di usare quegli intrecci per portare avanti battaglie delicatissime senza “sporcarsi le mani”. E i tradimenti Usa a ripetizione. Ai primi di marzo, dopo l’inizio dei bombardamenti sul Paese, erano circolate voci insistenti di un ingresso in Iran di combattenti curdi addestrati e coperti dal cielo dagli americani per sfidare in armi i pasdaran. Piano rischiosissimo, che infatti non ha mai davvero visto la luce. Un mese dopo, non c’è traccia di collasso del regime – e Trump è costretto a procedere sul filo dell’equilibrio tra minacciosi ultimatum e negoziati. E la carta curda è tornata di nuovo nel taschino. Fino alla prossima occasione. L'articolo Trump svela il piano (fallito) per far cadere gli Ayatollah: «Abbiamo mandato armi agli insorti, ma se le sono tenute i curdi» – Il video proviene da Open.