“È un mostro, un maiale. Mentre piangevamo i nostri cari, loro venivano lasciati a decomporsi”: ceneri finte alle famiglie e 35 cadaveri a marcire nel retro, condannato impresario funebre

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Un copione da film dell’orrore, un tradimento macabro perpetrato nel momento della massima vulnerabilità umana. Consegnava alle famiglie in lutto le ceneri di perfetti sconosciuti, mentre i corpi dei loro cari venivano abbandonati a marcire per mesi – in un caso per un intero anno – nel retrobottega della sua agenzia. Come riportato in modo dettagliato dalla BBC, Robert Bush, impresario funebre britannico di 48 anni, si è dichiarato colpevole di 30 capi d’accusa per aver impedito sepolture legali e dignitose. Il caso è esploso nel marzo 2024, quando la polizia ha fatto irruzione nella sua agenzia, la Legacy Independent Funeral Directors di Hull. Lo scenario rinvenuto dagli agenti sfidava l’immaginazione: 35 cadaveri (inclusi i corpi di quattro neonati persi in gravidanza) e oltre 100 urne cinerarie.La confessione in tribunale e l’ira dei parentiNel corso di una breve ma tesa udienza presso la Hull Crown Court, Bush, vestito con un abito grigio a tre pezzi, ha mormorato a bassa voce “colpevole” a tutti i 31 capi d’accusa letti dal cancelliere. Oltre allo scempio sui cadaveri, l’uomo ha confessato il furto ai danni di 12 associazioni di beneficenza (tra cui Salvation Army e Macmillan Cancer Support) e una colossale frode finanziaria.Il procuratore Chris Paxton KC ha illustrato la vastità dello scandalo, spiegando che l’accusa raccoglierà fino a 240 dichiarazioni sull’impatto emotivo da parte delle vittime: “Il commercio fraudolento riguarda piani funerari che coinvolgono oltre 150 individui”, ha precisato il magistrato. Le indagini hanno coperto un arco temporale scioccante, che va dal maggio 2012 al 6 marzo 2024. All’uscita dal tribunale, mentre il giudice Mr Justice Hilliard gli concedeva la libertà su cauzione in attesa della sentenza del 27 luglio (sottolineando però che “una pena detentiva è inevitabile in questo caso”), l’impresario è stato inseguito dalle urla disperate delle famiglie: “Sei un maiale”, “Sei un mostro, Bush”.Le voci delle vittime: “Un tradimento nauseante”Le dichiarazioni dei parenti, rilasciate all’esterno del tribunale, restituiscono la misura esatta della devastazione. Michaela Baldwin, il cui patrigno settantenne Danny Middleton è risultato tra i 35 corpi abbandonati nell’agenzia, non usa mezzi termini: “Bush è un mostro vero e puro. È come essere in un film horror. Ciò che ci ferisce è che abbia confessato, ma oggi gli sia permesso di uscire dal tribunale. Doveva essere incarcerato”. La donna ha descritto l’atteggiamento glaciale dell’imputato in aula: “Non ha guardato in faccia nessuno di noi. Il giudice dovrebbe infliggergli il massimo della pena, motivato solo dai soldi”. Altrettanto agghiacciante è il racconto di Tristan Essex. Il corpo di sua nonna, Jessie Stockdale, è stato identificato nel retrobottega solo grazie all’esame del DNA. “Sembrava che gli importasse sinceramente”, ha dichiarato il nipote ricordando i modi affabili di Bush. “Siamo stati lì diverse volte per far trasferire le ceneri, e per tutto quel tempo mia nonna era lì nel retro, a marcire”.Karen Dry, che aveva affidato all’uomo i funerali dei genitori e che in questi mesi ha organizzato veglie per le vittime, ha espresso il sollievo per la confessione che “ci porta a un passo dalla giustizia mentre attendiamo la sentenza”. Ha poi aggiunto: “Quando è iniziato questo calvario, siamo stati presi alla sprovvista. Non avevamo idea del livello di scoperte ripugnanti e nauseanti all’interno dell’edificio di quell’impresario. C’è un senso duraturo di profondo tradimento, stress emotivo e danni causati da questo individuo a molte famiglie in tutta la città”.L’appello per una riforma del settorePer gli inquirenti, le conseguenze di questa vicenda andranno ben oltre le aule di giustizia. Il sovrintendente capo Alan Curtis ha elogiato “la forza straordinaria delle famiglie in circostanze inimmaginabili”, spiegando che “la devastazione totale e il danno emotivo non possono essere sottovalutati”. Ha parlato di un’angoscia “semplicemente inimmaginabile” e di danni “irreparabili” alle comunità a causa della fiducia brutalmente tradita.Il caso ha scoperchiato un grave vuoto normativo nel Regno Unito, dove l’industria funeraria opera senza un regime di regolamentazione specifico. Karen Dry si è fatta portavoce di questa istanza: “Riteniamo che la deputata Emma Hardy dovrebbe richiedere un’inchiesta pubblica, poiché è essenziale stabilire le responsabilità e implementare le salvaguardie necessarie per prevenire qualsiasi recidiva futura”. La deputata laburista Emma Hardy ha accolto con favore l’ammissione di colpevolezza: “Robert Bush ha abusato della sua posizione di fiducia per approfittare delle persone nel loro momento di maggiore vulnerabilità”. Tuttavia, si è detta cauta sull’avvio di un’inchiesta pubblica immediata: “La mia unica preoccupazione è che non vorrei interferisse con le indagini della polizia e con la sentenza. Il mio timore è che ritarderebbe l’azione. Abbiamo già avuto l’inchiesta Fuller e quella della polizia, e ora è il tempo di agire su quel lavoro e sulle prove raccolte”.Una necessità di riforma confermata anche dai vertici del settore. Terry Tennens, amministratore delegato della National Society of Allied and Independent Funeral Directors (SAIF), ha promesso di “garantire che questo non accada mai più e ripristinare la fiducia del pubblico. Insieme introdurremo una forma di regolamentazione robusta ma proporzionata”. Sulla stessa linea Andrew Judd, a capo della National Association of Funeral Directors (NAFD), il quale, pur difendendo i professionisti che “agiscono con professionalità e cura”, ha chiesto riforme radicali: un regime di ispezione indipendente, regole ferree per il trasporto dei defunti e la creazione di un Commissario per i Deceduti. Il governo dovrà ora fornire una risposta definitiva entro la fine dell’anno.L'articolo “È un mostro, un maiale. Mentre piangevamo i nostri cari, loro venivano lasciati a decomporsi”: ceneri finte alle famiglie e 35 cadaveri a marcire nel retro, condannato impresario funebre proviene da Il Fatto Quotidiano.