Dire * – La guerra portata avanti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran è giunta al 37esimo giorno. Un tempo, che forse comincia a diventare troppo lungo per il presidente Trump, che sabato, dopo aver “concesso” 48 ore di tempo all’Iran per trovare un accordo “prima di scatenare l’inferno”, sembra aver perso letteralmente la pazienza. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente statunitense ha superato ogni limite minacciando con toni volgari Teheran: “Martedì in Iran sarà la Giornata della Centrale Elettrica e la Giornata del Ponte, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno, vederete! Sia lode ad Allah”. Poi per rincarare la dose, a Fox news il tycoon ha aggiunto: “Se non fanno un accordo in fretta, sto valutando di far saltare tutto in aria e prendere il controllo del petrolio. Vedrete ponti e centrali elettriche crollare ovunque”.Tra le minacce di Trump però, si legge anche quella che può essere una notizia: il presidente infatti, sembra spostare l’ultimatum previsto per oggi a domani, cioè martedì 7 aprile alle ore 20.E la risposta di Teheran non si è fatta attendere: con un post su X il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha replicato: “Le tue mosse sconsiderate stanno trascinando gli Stati Uniti in un inferno per ogni singola famiglia, e tutta la nostra regione brucerà perché insisti a seguire gli ordini di Netanyahu. Non illuderti: non otterrai nulla commettendo crimini di guerra. L’unica vera soluzione è rispettare i diritti del popolo iraniano e porre fine a questo gioco pericoloso”.Stando a quanto riporta l’agenzia Irna, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha fatto sapere che Teheran ha ricevuto la proposta dei mediatori per una tregua con gli Stati Uniti e Israele e che risponderà al momento opportuno. Baghaei ha spiegato inoltre “che l’Iran non si piegherà alle pressioni”, aggiungendo che il piano degli Stati Uniti in 15 punti trasmesso dal Pakistan era “estremamente ambizioso, insolito e illogico”.Sul piano dipolomatico, secondo Axios, sarebbe in corso la mediazione per una tregua di 45 giorni. Per il sito, che cita fonti statunitensi, israeliane e iraniane, gli Stati Uniti, l’Iran e un gruppo di mediatori regionali starebbero “discutendo i termini di un potenziale cessate-il-fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva del conflitto”. Tuttavia “le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse”. Stando a quanto scrive ancora Axios “questo ultimo tentativo è l’unica possibilità per evitare una drammatica escalation della guerra, che includerebbe massicci attacchi contro le infrastrutture civili iraniane e ritorsioni contro gli impianti energetici e idrici degli Stati del Golfo”. La tregua al vaglio dovrebbe divideresi in due fasi e al centro ci sarebbero la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’intesa sull’uranio. A mediare nella trattativa sarebbero diplomatici pakistani, egiziani e turchi e parallelamente continuerebbero anche i messaggi sms tra l’inviato di Trump Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.A seguito del raid israelo-palestinese di ieri salgono a 34 le vittime iraniane. Secondo al-Jazeera almeno 23 persone, tra cui sei bambini, sono state uccise nella provincia di Teheran, cinque persone sono state uccise in una zona residenziale nella città di Qom e sei morti nella città meridionale di Bandar-e Lengeh.I media iraniani, che citano un comunicato delle Guardie della rivoluzione, hanno reso noto che Seyed Majid Khademi, capo dell’intelligence dei Pasdaran, è stato ucciso in un raid compiuto da Israele.“Con i ripetuti attacchi contro obiettivi civili, la nostra risposta di rappresaglia sarà molto più devastante e diffusa. Avevamo annunciato fin dall’inizio che qualsiasi attacco contro obiettivi civili avrebbe incontrato una doppia risposta da parte degli interessi del nemico in qualsiasi parte della regione. Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno, le fasi successive delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse, e le perdite e i danni derivanti dall’insistere su questo approccio saranno moltiplicati”. Queste le parole del tenente colonnello iraniano Zolfaghari riportate su X dall’agenzia Fars.* Fonte: agenzia Dire.