«È un Paese difficile da cambiare», ma «si va avanti secondo il programma». E «vanno stretti i bulloni della macchina fino alle elezioni». Stavolta i virgolettati che i retroscena dei giornali attribuiscono a Giorgia Meloni non dipingono una premier furiosa, ma rassegnata. E determinata ad andare avanti senza dimissioni. Potrebbe salire al Colle o farsi votare una nuova fiducia. Ma il giorno dopo la vittoria del no al referendum sulla giustizia non è quello della resa dei conti. Non ancora. Anche se dentro Fratelli d’Italia c’è chi punta il dito sul Triangolo delle Bermuda Carlo Nordio–Giusi Bartolozzi–Andrea Delmastro. Ma in attesa del voto nel 2027 c’è paura per una guerra di logoramento che potrebbe andare avanti fino alla fine della legislatura.Giorgia Meloni e la sconfitta del referendumLa battuta sul paese che è «difficile da cambiare» dopo una sconfitta nel voto di quel “popolo” che ha sempre citato come sovrano fa sì che Meloni ricordi quella vignetta di Ellekappa che circolava in piena Tangentopoli: «Ma se i partiti non somigliano più agli elettori, allora cambiamoli, questi benedetti… elettori». Di certo dopo tre anni e mezzo in modalità Re Mida, spiega il Corriere della Sera, ha dovuto fare i conti con la prima sconfitta. «È un momento difficile e inedito. Giorgia finora non aveva mai perso, occorrerà capire come reagirà, intanto ascolterà tutti e poi si muoverà. Ma io che la conosco da tempo escludo reazioni di pancia», dice un esponente del governo. Gli errori della campagna elettorale sono stati «tanti, troppi, evitabili».Nordio, Bartolozzi e DelmastroTra questi c’è l’atteggiamento del Guardasigilli, che oggi in un’intervista a La Stampa esclude le dimissioni. E la sua capo di gabinetto che ha parlato dei giudici come plotone d’esecuzione e ha detto che sarebbe andata via dall’Italia in caso di vittoria del no. Naturalmente è ancora al suo posto. E ormai è vissuta come un problema. Allo stesso modo di Delmastro. Che sta «sotto un treno» e ancora non in grado di spiegare perché sia diventato socio di una bisteccheria alla periferia di Roma con una ragazza di 18 anni, figlia di un condannato per mafia. Mentre il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari alimenta il complottismo della premier parlando di «un’azione delle toghe ancora più invasiva» su immigrazione e sicurezza.Voto anticipato?Secondo La Stampa Meloni potrebbe salire al Quirinale per un confronto con Sergio Mattarella. Forse di ritorno dall’Algeria. Ma senza chiedere una nuova fiducia al Parlamento. E c’è l’ipotesi del voto anticipato. Smentita dalla premier, ventilata dai parlamentari di FdI. Per sfruttare le divisioni nel centrosinistra. Ma il piano di Meloni prevede la legge elettorale. Che potrebbe ora trovare il consenso dell’opposizione, ragionano nella maggioranza, perché mostra le sue possibilità di vincere.L'articolo Referendum, come l’ha presa Giorgia Meloni proviene da Open.