di G. Antonio MoreseBottiglie di spumante e champagne tappate. Bandiere pronte allo sventolio della vittoria mestamente riarrotolate. Telecamere spente. Nelle vie della Scrofa, dell’Umiltà e delle Botteghe Oscure le finestre delle sedi dei tre partiti di governo serrate e ben chiuse. Tutto doveva accadere tranne la sconfitta del SÌ, i cui sostenitori ora giacciono nello stesso stato d’animo, vissuto dal popolo brasiliano il 16 luglio di 76 anni fa, quando la favoritissima Selecao dovette cedere passo e titolo mondiale alla Celeste uruguaiana, davanti ad un Maracanà attonito e pronto alla festa. Il Maracanazo referendario oggi è compiuto.Viene ripetuto dal centrodestra i cui rappresentanti restano ancora sbigottiti per l’amaro responso uscito dalle urne. Il NO che, secondo la media di sondaggi, avrebbe dovuto sfondare il tetto del 52%/55% dei consensi, non raggiunge neanche il 47% dei voti, dicendo addio ad una riforma della Giustizia, e gettando a mare anni di lavoro parlamentare. Le premesse della supervittoria come il Brasile del 1950 c’erano tutte ed erano state costruite nell’arco di questi anni.Sondaggi e rilevazioni di voto (tranne nelle ultime settimane) avevano più volte assegnato la netta vittoria al SÌ ed alla riforma Meloni-Nordio, che sembrava una vera e propria corazzata in grado di distruggere ed annientare qualsiasi avversario. Come il Brasile allenato da Flavio Rodrigues da Costa, macinava reti su reti, concludeva partite con enormi goleade, tanto da presentarsi all’atto finale con una differenza positiva di undici marcature, così il blocco di centrodestra è sceso in campo in queste consultazioni referendarie, con le sue migliori energie per modificare in grande stile la Costituzione della Repubblica Italiana.Il clima di euforia della vittoria certa e sicura, emergeva dai diversi quotidiani di area i cui titoli trionfalistici degli ultimi tempi, lasciavano presagire senza alcun dubbio l’apoteosi di questa coalizione, tanto da essere del tutto paragonabili alla rete di Friaca che portò in vantaggio il Brasile nella finale del 16 luglio 1950 e trasformò il Maracanà in un tripudio di feste e di canti. Invece la chiusura delle operazioni di voto, rappresentava attraverso gli exit-poll un’amara verità, assegnando al SÌ una forbice di consensi oscillante tra il 47 ed il 51%, contro quella del NO, attestata tra il 49 ed il 53%. Già questo intervallo avrebbe dovuto rappresentare un campanello d’allarme per la triade “Me-Sa-Ta” a cui mancava quel cosiddetto “mucho” per la vittoria definitiva, che sino a qualche settimana prima sembrava del tutto assicurato.Infatti questi numeri risultavano molto inferiori a quelli delle previsioni della vigilia. Le proiezioni prima e l’andamento dello scrutinio poi avevano lo stesso effetto della coppia Schiaffino–Ghiggia che 76 anni fa ebbe la forza di ammutolire lo stadio di Rio de Janero.La fine dello spoglio certificava l’assegnazione di una sola maggioranza assoluta, quella per il NO alla riforma della Carta Costituzionale che sfondava il tetto del 53% dei consensi, ed annullava anche le rilevazioni sondaggistiche della vigilia, che assegnavano al SÌ una vittoria in caso di un incremento dell’affluenza alle urne. Esso infatti si verificava, ma veniva capitalizzato dal NO, non lasciando più alcuna speranza di vittoria al centrodestra, che dai sogni di un facile trionfo passava alla dura realtà degli eventi, originati da un rilassamento delle sue milizie, tipico di chi pensa di aver già vinto, e da un attivismo delle truppe antagoniste, mai indomite sino alla conquista dell’ultima scheda, quella decisiva per dimostrare come avvenne nel 1950, che qualsiasi risultato non può mai essere sicuro.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.L'articolo Il Maracanazo referendario è compiuto: No batte il favoritissimo Sì davanti a uno stadio attonito proviene da Il Fatto Quotidiano.