Sul fondo del mare nasce la nuova rete energetica

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C'è un cavo elettrico che attraversa il canale della Manica e collega il Regno Unito all'Europa continentale. Prima che venisse posato, qualcuno ha dovuto scandagliare ogni metro del fondale, misurare la resistenza dei sedimenti, localizzare gli ordigni inesplosi lasciati dalla Seconda guerra mondiale e decidere esattamente dove scavare. Quel qualcuno, in questo caso, era una società napoletana.I cartografi degli abissi. NextGeo fa geoscienze marine: studia e mappa il fondo del mare per conto di chi ci deve costruire sopra o far passare qualcosa. I suoi clienti sono i grandi del settore energetico: Eni, Saipem, Prysmian, TotalEnergies, i gestori delle reti elettriche nordeuropee; i suoi cantieri si trovano nel Mare del Nord, nel Mediterraneo, in Africa occidentale, nel Golfo Persico. I risultati del 2025, approvati dal consiglio di amministrazione, raccontano un settore in forte accelerazione: ricavi a 267 milioni di euro (+31% rispetto al 2024), utile netto vicino ai 50 milioni, portafoglio ordini che supera i 480 milioni.. Perché cresce? Il motivo è strutturale. La transizione energetica passa in gran parte sotto il mare: i parchi eolici offshore si moltiplicano lungo le coste europee e richiedono survey preliminari, installazione di fondazioni, cavi di connessione. Gli interconnector elettrici, i cavi ad alta tensione che collegano le reti nazionali, si moltiplicano perché l'Europa deve diventare più integrata e resiliente.Nel 2025 NextGeo ha lavorato, tra gli altri, al NeuConnect tra Regno Unito e continente per conto di Prysmian, e all'Eastern Green Link 1 per National Grid. Prima di ogni grande opera offshore occorre sapere com'è fatto il letto marino: geologia, sedimenti, correnti. E sì, anche le bombe: nei fondali del Mare del Nord giacciono decine di migliaia di ordigni inesplosi del secondo conflitto mondiale, che vanno trovati e classificati prima di qualunque cantiere.L'ultima frontiera: i palombari a saturazione. L'acquisizione di Rana Subsea, completata a settembre 2025, ha aggiunto al gruppo una competenza estrema: il saturation diving.Sono i sommozzatori che lavorano a grandi profondità, anche 80, 100 metri, vivendo per settimane intere in camere iperbariche a bordo delle navi, a pressione equivalente al fondale. Respirano una miscela di elio e ossigeno, escono ogni giorno nella campana subacquea e intervengono su infrastrutture che i robot non riescono ancora a gestire con la stessa precisione.Un contratto appena firmato con Saipem porterà i sat diver di Rana Subsea in Medio Oriente per 36 mesi: valore stimato, 150 milioni di dollari. Per supportare questa commessa, NextGeo ha acquisito una nuova nave da costruzione subsea, la Siem Day, ribattezzata NG Supporter, finanziata in parte da Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti..