I TEATRI DI PESARO LUOGHI DI CREAZIONE ARTISTICA CON RAM. RESIDENZE ARTISTICHE MARCHIGIANE: SABATO 28 MARZO ALLA SALA DELLA REPUBBLICA CANTIERE APERTO PER “CATALOGO” CON MARTA CIAPPINA

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I Teatri di Pesaro si confermano luoghi vivi e accoglienti per la creazione artistica ospitando in questi giorni alla Sala della Repubblica del Teatro Rossini – nell’ambito di RAM – Residenze Artistiche Marchigiane, progetto nato dalla volontà della Regione Marche che lo ha finanziato con il MiC ed attuato da AMAT con il Comune di Pesaro – la residenza di creazione di Catalogo, un’idea originale di Marta Ciappina, Marco D’Agostin e Damien Modolo, con Marta Ciappina. Al termine della residenza, la compagnia apre le porte della creazione al pubblico sabato 28 marzo alle ore 19 con Cantiere aperto per Il Catalogo, ingresso gratuito.«Catalogo – scrive la compagnia nelle note al lavoro – si presenta come un lungo piano sequenza sull’ultima giornata in sala prove di una danzatrice professionista. Al centro dell’immagine c’è la figura di M. Un attaccapanni in fondo a destra vicino alla porta. Un armadietto di metallo. In una cornice rosso vermiglio, la foto di un’adolescente in pantacollant. In un assolato pomeriggio di novembre, M. entra con il borsone. Si toglie il cappotto. Nel petto, il cuore di un colibrì. Un cavo con l’uscita mini jack è direttamente collegato all’impianto audio del teatro o del luogo di spettacolo. Produce un insopportabile schiocco quando M. collega il proprio smartphone. Al cuore del progetto arde un fatto biografico che sarà nostra cura dissimulare: l’interprete di M., Marta Ciappina, vuole congedarsi dalle scene. Il suo desiderio d’addio si è presto trasformato in una riflessione che ci ha convocati tutti attorno a una questione calda: come orchestriamo la nostra sparizione? Abbiamo invitato quattro tra i più eccezionali autori della danza e del teatro italiano a comporre per M. un oggetto poetico dalla durata inconsueta (una danza, un’azione, un video…): Sotterraneo, Francesca Pennini di Collettivo Cinetico, Silvia Gribaudi, Emio Greco e Pieter C. Scholten. M. non ha mai trascorso nemmeno un giorno in sala con loro, l’invito si configura come un vero e proprio blind date. L’imprevedibilità dell’incontro e dei 4 esiti artistici è un rischio che vivifica ed eccita il tessuto drammaturgico. I singoli brani, alternandosi in sequenza nella drammaturgia curata da Marco D’Agostin, comporranno un quadro di riflessioni sul congedo: una dissertazione in forma di performance sul desiderio di sopravvivere unicamente attraverso un perpetuarsi di addii. Come accade nelle notti speciali, tra amici, quando, pur di scongiurare il bisogno di tornare a casa, qualcuno propone di raccontare un’ultima storia. Nessuno vuole smettere di danzare. Si danza sempre per ammirare ogni centimetro di spazio disponibile tra la danza e la morte».