Il no alla riforma della giustizia arrivato da oltre 15 milioni di italiani, in un referendum che si è chiuso con un’affluenza che ha sfiorato il 59%, rappresenta per Giorgia Meloni la prima vera sconfitta da quando è a palazzo Chigi. La premier, che nelle ultime settimane si è spesa in prima persona tra interviste televisive e radiofoniche, messaggi social e inedite apparizioni in format finora mai esplorati (tipo il podcast di Fedez), non è riuscita infatti a slegare l’appuntamento con le urne dal giudizio sul governo che presiede, e così quello emerso alla fine appare come un risultato dal chiaro connotato politico. Che tuttavia non porterà Meloni al cambio di rotta. Niente dimissioni, nessun voto anticipato, avanti fino a fine legislatura. Lo chiarisce lei stessa nel video di 46 secondi pubblicato sui social dopo nemmeno due ore dalla chiusura dei seggi e confezionato da quello che sembra il giardino della sua abitazione romana. Meloni: “Avanti con determinazione”“Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”, spiega mentre in sottofondo si sentono degli uccellini che cinguettano. Meloni, dopo aver votato al mattino nel seggio in zona Tor de Cenci, quadrante sud della Capitale, segue la giornata lontano da palazzo Chigi e a giochi fatti non può che riconoscere che “gli italiani si sono espressi con chiarezza, rispettiamo la loro decisione”. La leader di FdI, che domani sarà in missione in Algeria, esprime “rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato”. Insomma, nessun passo indietro. Linea ribadita anche dal fedelissimo della premier a palazzo Chigi, Giovanbattista Fazzolari. “Gli italiani si sono espressi in senso contrario, e ne prendiamo atto con rispetto – le parole del sottosegretario -. Continueremo a portare avanti quella che per noi è una vera rivoluzione: rispettare, fino in fondo, il programma di governo”. E quindi anche la nuova legge elettorale, quello ‘Stabilicum’ compatibile col premierato che già domani nell’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera potrebbe subito tornare al centro del dibattito. Le posizioni di Nordio, Bartolozzi e DelmastroIn primo piano, tuttavia, c’è anche la posizione del Guardasigilli Carlo Nordio, della sua capo di gabinetto Giusi Bartolozzi e del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. Il trio, chi per un motivo chi per un altro, ha complicato non poco l’avvicinamento al referendum e c’è chi giura che la resa dei conti interna non tarderà ad arrivare. Due big di via della Scrofa come Giovanni Donzelli e Galeazzo Bignami parlano di “analisi, riflessioni, valutazioni” all’orizzonte, col responsabile organizzazione di FdI che aggiunge: “Certamente se ci sono state delle sbavature nella campagna elettorale, ovviamente hanno pesato”. Tra queste sicuramente anche quelle del titolare del dicastero di via Arenula che affida il suo commento a una stringata nota in cui ci sottolinea che “non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico”.Ad escludere contraccolpi sono anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, che Meloni sente per un primo giro di riflessioni post voto. Per il segretario di FI certo l’esito del voto ha sicuramente un peso diverso visto che il referendum era stato più volte legato al nome di Silvio Berlusconi. “Per l’attività di governo non cambia nulla – rimarca il ministro degli Esteri, che segue lo spoglio negli uffici del gruppo a Montecitorio -. Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto”. Dello stesso avviso il leader della Lega che però nel giorno del ko è lontano, a Budapest, per partecipare all’assemblea dei Patrioti. “Rimaniamo convinti che sia necessario migliorare il sistema della giustizia – dichiara Salvini -. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione”.Questo articolo Meloni e i nodi del governo dopo il referendum: da Nordio-Delmastro alla legge elettorale proviene da LaPresse