L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, ma con un’energia quasi elettrica: la conferenza stampa di Finché morte non ci separi 2 si trasforma subito in un mix perfetto tra ironia, complicità e riflessioni sul cinema. Sul palco, Sarah Michelle Gellar e Kathryn Newton conquistano la sala con naturalezza, raccontando un progetto che unisce horror e commedia in una commistione a dir poco esplosiva. Il film, in uscita nelle sale dal 9 aprile, è il sequel della commedia horror nota in patria come Ready or Not, che vedeva la sposa Samara Weaving alle prese con una luna di miele tutt’altro che dolce: convolata a nozze con l’amato Alexander, Samara/Grace viene sottoposta a un rito d’iniziazione tanto infantile quanto crudele. Alla blushing bride viene infatti richiesto di pescare una carta – figura del caos carica di un simbolismo giocoso e letale -, e (fatalità) pesca proprio quella del nascondino: prende così avvio una spietata caccia alla sposa, che per vincere deve sopravvivere fino al mattino.Finché morte non ci separi 2 – Di cosa parla l’atteso sequel della commedia horrorSenza fare spoiler, il secondo capitolo prende avvio esattamente da dove eravamo rimasti: Grace sulle scale della magione dell’ormai defunto marito, imbrattata di sangue e con una sigaretta tra le dita. Ma il gioco è ben lungi dall’essere finito, e Grace sta per scoprirlo: portata in ospedale, viene di nuovo rapita per essere sottoposta alla temibile fase 2, che allarga lo sguardo per includere tutti i potenti della terra. Ma, per una volta, non è sola: al suo fianco c’è infatti la sorella Faith, con la quale dovrà suo malgrado collaborare se vuole vedere la possibilità di un terzo atto.Foto: Ufficio stampaPronti o no: l’incontro tra Sarah Michelel Gellar e Finché morte non ci separiUna delle novità principali di questo secondo capitolo è la presenza di Sarah Michelle Gellar, con un passato tanto da intrepida eroina quanto da magnetica villain: volto di Buffy e Daphne di Scooby Doo, ha irretito senza pietà la dolce Reese Whiterspoon in Cruel Intentions nei panni della perfida Catherine. In merito alla sua inattesa partecipazione, Sarah Michelle Gellar non ha tentennato: “Ho detto sì perché i registi sono dei geni”, confessa Gellar senza esitazioni. Ad aver diretto Finché morte non ci separi 2, infatti, troviamo Tyler Gillett e Matt Bettinelli-Olpin, coppia artistica dietro alcuni dei titoli horror che hanno costruito l’immaginario del genere negli ultimi anni: Abigail, Scream V e Scream VI (due titoli che hanno dato nuova linfa alla saga dopo il cul de sac di Scream IV) e, naturalmente, Finché morte non ci separi. Foto: Ufficio stampaAlchimia tematica: Finché morte non ci separi 2 e l’equilibrio del MaleMuovendosi al crocicchio tra commedia e orrore, Finché morte non ci separi 2 ha alla base un attento equilibrio tra elementi comici e paurosi, sangue e risa. Un equilibrio che è mantenuto e portato avanti anche dal cast prescelto: tra le new entries di questo secondo capitolo, troviamo mostri sacri dell’horror come David Cronenberg e attori eclettici e camaleontici come Elijah Wood. E poi c’è Lei: Sarah Michelle Gellar, che negli ultimi anni ha prediletto ruoli che le permettessero di cambiare registro, passando dall’ironico al faceto, dal serio al grottesco (tra questi, ricordiamo il coming of age radicale Do Revenge e l’ironia puntuta di Clerks III, l’attesissimo terzo episodio di uno dei film indipendenti più amati della storia del cinema). Un impasto di generi e stili attoriali che tornano con forza anche in questo Finché morte non ci separi 2, dove la Gellar interpreta la gemella buona del crudele Titus – coagulo della mascolinità tossica tutta podcast e fragilità malcelate -, tutta schiaffi e pallottole. Ma tra le pieghe della guerriera Ursula – che tanto ricorda i fasti dell’amata Buffy l’ammazzavampiri, sempre interpretata da Gellar – c’è una considerazione sociale dolorosamente al passo coi tempi: “Non siamo noi i cattivi: anche voi fate parte di questo sistema, siete complici” sputa spietata Ursula tra le fronde, mentre dà la caccia alle sorelle terrorizzate, fungendo da colonna portante di una struttura patriarcale che continua a tornare con il rintocco secco di una campana da morto.Finché morte non ci separi 2: oltre l’elevated horror, l’equilibrio perfetto di humour e sangueE in effetti, il cuore del film sembra andare oltre il semplice intrattenimento. “Puoi decidere come guardarlo: come una commedia horror o come qualcosa di più”, spiega la Gellar. Perché dietro le dinamiche estreme e grottesche, Finché morte non ci separi 2 racconta desideri molto reali: potere, controllo, sopravvivenza, patriarcato. “Le persone fanno di tutto per ottenere il potere e mantenerlo”, aggiunge, sottolineando come ogni personaggio – anche il più funesto – abbia sempre una motivazione. “Non voglio mai interpretare una caricatura. Anche chi è cattivo deve avere una ragione. Se non ci credo io, non posso chiedere al pubblico di farlo”.Eppure, ammette con un sorriso: “Essere cattivi è molto più divertente”. Una duplicità che Gellar conosce bene e che il pubblico, negli anni, ha imparato ad amare.Foto: Ufficio stampaWeaving, Gellar e Newton: un trio al femminile tutto da guardareParlando di alchimia, il legame sul set è stato un altro elemento chiave. Tra Newton e Weaving si è creata una sintonia immediata, quasi familiare. “È davvero come una sorella”, racconta Kathryn, tra risate e complicità. “Mi sono innamorata di lei artisticamente… e ho finito per copiarla!”. Un’energia che si riflette anche nel film, dove le dinamiche tra i personaggi risultano naturali e intense, con battibecchi di un realismo frastornante. Ironico, visto che – come fa notare Gellar – sono entrambe figlie uniche!Foto: Ufficio stampaFinché morte non ci separi 2: il ritorno dell’horror comedyQuando si parla di horror, sia Sarah Michelle che Kathryn concordano su un punto: è un genere senza regole. “Puoi fare tutto: dramma, azione, commedia”, spiega Gellar. “Ogni storia crea le proprie regole”. E proprio questa libertà rende il processo creativo ancora più stimolante, come sottolinea anche Kathryn: “È un vero lavoro di squadra, un continuo scambio tra registi e attori”.E poi c’è il pubblico, sempre al centro. “Facciamo questi film per loro”, dice Kathryn. “Se escono dalla sala felici, abbiamo fatto il nostro lavoro”. Gellar rincara: “Il cinema è uno dei pochi momenti in cui metti via il telefono e vivi davvero qualcosa. Nell’horror questo è ancora più forte: salti, ridi, ti spaventi… è un’esperienza condivisa”.Ed è proprio questa promessa – tra brividi e divertimento – a rendere Finché morte non ci separi 2 uno dei titoli più attesi della stagione.| Da Rumors.it