Il governo ha rinviato al 1° luglio la discussa tassa sui pacchi

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Il governo ha rinviato al 1° luglio la discussa tassa sui pacchiUn lavoratore in un centro di distribuzione a Pechino (AP/Andy Wong)Il Consiglio dei ministri ha rinviato l’entrata in vigore di una tassa di due euro su tutti i pacchi dal valore inferiore a 150 euro, spediti in Italia da paesi fuori dall’Unione Europea. La tassa adesso si applicherà a partire dal 1° luglio. Era una decisione attesa, perché la tassa aveva diversi problemi, ed era stata molto criticata.La tassa è stata pensata per permettere al governo di incassare più soldi, e anche per disincentivare gli acquisti online di prodotti a basso prezzo dalla Cina. Questi infatti sono considerati problematici per diversi motivi, tra cui la concorrenza nei confronti delle imprese italiane e l’impatto negativo sull’ambiente.La tassa era stata inizialmente approvata con la scorsa legge di bilancio, ed era entrata in vigore il 1° gennaio. Ma era stato chiaro fin da subito che aveva diversi problemi, e per questo motivo il governo aveva già detto di volerla sospendere. Uno dei più rilevanti era che poteva essere facilmente aggirata dalle grandi aziende di acquisti online come Shein, Temu o AliExpress: bastava spedire i pacchi in altri paesi europei, prima di consegnarli in Italia, approfittando del fatto che tra i paesi dell’Unione Europea non ci sono barriere doganali. Per questo motivo il governo aveva deciso di rinviarla al 1° luglio, quando entrerà in vigore una tassa simile, di 3 euro, decisa dall’Unione Europea e valida per tutti i paesi membri.Tag: cina-Italia-tassa sui pacchiConsigliati