di Guido Keller – Si intensifica la crisi in Medio Oriente con l’arrivo di nuove forze statunitensi e una serie di attacchi attribuiti all’Iran contro obiettivi americani nella regione del Golfo. Secondo quanto riportato dal New York Times, circa 2.500 marines sono giunti ieri nell’area mediorientale. I militari fanno parte della 31ª Marine Expeditionary Unit, di base a Okinawa, in Giappone, e operano a bordo della nave d’assalto anfibio USS Tripoli. Non sono stati resi noti i dettagli del loro impiego, ma il dispiegamento si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Washington e Teheran.Nel frattempo, fonti iraniane parlano di attacchi diretti contro contingenti statunitensi. L’agenzia Tasnim riferisce che il comando centrale Khatam al-Anbia avrebbe colpito due siti a Dubai con missili e droni, sostenendo che oltre 500 soldati americani sarebbero stati coinvolti e che si registrerebbero numerose vittime. Le dichiarazioni, dai toni fortemente propagandistici, non trovano al momento conferme indipendenti.Più verificabili risultano invece le notizie relative a un attacco contro la base aerea Prince Sultan, in Arabia Saudita. Secondo media statunitensi, almeno 12 soldati americani sono rimasti feriti, di cui due in condizioni gravi, a seguito del lancio di un missile e di diversi droni. Al momento dell’impatto, i militari si trovavano all’interno di una struttura della base. L’attacco avrebbe causato anche danni ad alcuni velivoli utilizzati per il rifornimento in volo.L’Iran ha intensificato le operazioni di rappresaglia contro Paesi del Golfo, accusati di sostenere o ospitare operazioni militari statunitensi, avviate il 28 febbraio con il supporto di Israele. Dall’inizio del conflitto, secondo fonti americane, almeno 13 militari statunitensi sono stati uccisi, sette nel Golfo e sei in Iraq, mentre oltre 300 risultano feriti.