Boom delle caramelle gommose alla melatonina per far dormire i bambini: cosa dice la ricerca sui possibili rischi

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Negli ultimi anni la melatonina è entrata sempre più nelle abitudini di chi cerca un aiuto per dormire meglio. Complice la reputazione di sostanza naturale, si tratta infatti di un ormone che il nostro organismo produce già, e la possibilità di acquistarla facilmente senza prescrizione in molti Paesi, il suo utilizzo si è progressivamente ampliato ben oltre le indicazioni mediche specifiche. Intanto anche il mercato si è trasformato. Accanto alle classiche compresse sono comparsi spray, gocce e soprattutto caramelle gommose aromatizzate, pensate per rendere l’assunzione più semplice e più simile a un gesto quotidiano che a una terapia. Ed è proprio seguendo questa evoluzione che la melatonina ha iniziato a diffondersi sempre più spesso anche in ambito pediatrico. Ma quanto è davvero sicuro somministrare melatonina ai bambini? E quali rischi segnalano gli esperti, soprattutto in caso di forme particolarmente accessibili come caramelle gommose?Un consumo in crescita per grandi e piccoliLa melatonina è una molecola che il nostro cervello produce naturalmente ogni sera. È uno dei segnali biologici che regolano il ritmo sonno-veglia: quando i suoi livelli aumentano, l’organismo riceve il messaggio che è il momento di rallentare e prepararsi al riposo. È proprio su questo meccanismo fisiologico che si basa il suo utilizzo come integratore nei casi di difficoltà di addormentamento o di alterazioni dei ritmi circadiani. Negli ultimi anni il suo utilizzo è cresciuto in modo significativo a livello globale. Negli Stati Uniti, per esempio, le vendite di integratori a base di melatonina sono quasi triplicate, passando da circa 285 milioni di dollari nel 2016 a oltre 820 milioni nel 2020. Una survey condotta nel 2023 e pubblicata su JAMA Pediatrics ha rilevato che circa il 18,5% dei bambini tra 5 e 9 anni e il 19,4% tra 10 e 13 anni aveva assunto melatonina nell’ultimo mese. Gli indicatori che testimoniano l’aumento sono molteplici: tra il 2012 e il 2021, per esempio, le segnalazioni ai centri antiveleni statunitensi per esposizioni pediatriche alla melatonina sono aumentate del 530%. Una tendenza che emerge anche in Europa, dove diversi studi indicano un aumento dell’uso tra bambini e adolescenti.La situazione in ItaliaAnche in Italia il ricorso alla melatonina in età pediatrica è ormai entrato nella pratica clinica. Un’indagine recente ha rilevato che il 97,4% dei pediatri italiani intervistati dichiara di utilizzarla nei disturbi del sonno, soprattutto nei casi associati a condizioni del neurosviluppo, ma senza un consenso uniforme sul suo utilizzo nei bambini senza diagnosi. Un fenomeno che si inserisce in un contesto in cui le difficoltà del sonno sono tutt’altro che rare: si stima che tra il 20% e il 40% dei bambini presenti problemi legati all’addormentamento o ai risvegli notturni.Problemi di dosaggioÈ però proprio l’uso nei bambini – e in particolare la diffusione delle formulazioni in caramelle gommose – ad aver attirato l’attenzione di pediatri e specialisti del sonno. La melatonina infatti può avere un ruolo terapeutico in contesti ben definiti, come nei disturbi del sonno associati ad autismo, ADHD o alterazioni del ritmo circadiano, dove può contribuire a ridurre la latenza di addormentamento. Diverso è il caso dell’uso nei bambini senza condizioni cliniche specifiche, dove il rapporto tra benefici e rischi resta meno definito. Lo studio pubblicato su JAMA Network Open ha analizzato 25 integratori di melatonina in formato gummy venduti negli Stati Uniti, mostrando che l’88% dei prodotti conteneva quantità diverse da quelle dichiarate e che il contenuto reale poteva variare fino a oltre tre volte la dose indicata in etichetta. Una variabilità che significa, in concreto, che un genitore potrebbe pensare di somministrare una dose precisa – per esempio 1 milligrammo, mentre il bambino potrebbe in realtà assumerne quantità molto diverse senza che questo sia evidente. Un aspetto particolarmente rilevante in età pediatrica, dove il dosaggio ha un margine di sicurezza più ristretto rispetto agli adulti e anche piccole variazioni possono modificare l’effetto del prodotto o aumentare la probabilità di effetti indesiderati come sonnolenza eccessiva, mal di testa o disturbi gastrointestinali. ll problema riguarda soprattutto le caramelle gommose perché, essendo classificate come integratori e non come farmaci, sono sottoposte a controlli meno rigorosi.Il facile accesso online e la mancanza di datiAnche la forma dei prodotti stessi preoccupa gli esperti: colori, gusti alla frutta e confezioni simili a quelle delle caramelle hanno spesso favorito ingestioni accidentali nei bambini, un fenomeno segnalato anche dalle autorità sanitarie. Alla facilità di assunzione si aggiunge anche quella di accesso. Oggi prodotti a base di melatonina in formato gummy, anche in versioni pensate per bambini, sono facilmente acquistabili online attraverso grandi piattaforme di e-commerce. Permettono di ordinare sia prodotti nazionali sia marchi esteri anche senza precise indicazioni mediche. L’invito alla prudenza dei medici è, per questa ragione, anche sui possibili effetti dell’assunzione nei bambini. Nel breve periodo la melatonina è generalmente considerata ben tollerata ma può comunque causare effetti indesiderati come sonnolenza diurna, mal di testa, nausea o irritabilità. Le maggiori incertezze riguardano però l’uso prolungato. Gli studi disponibili nei bambini sono ancora limitati e non permettono di chiarire completamente quali possano essere gli effetti di un’assunzione continuativa negli anni, in particolare per quanto riguarda il possibile impatto sullo sviluppo ormonale e sulla pubertà. Proprio per questa mancanza di dati a lungo termine, molte società scientifiche invitano a un uso prudente e supervisionato.L'articolo Boom delle caramelle gommose alla melatonina per far dormire i bambini: cosa dice la ricerca sui possibili rischi proviene da Open.