Iran. Il velo delle donne? Macché, Trump vuole solo rubare l’uranio

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di Enrico Oliari –Le illusioni dei perbenisti occidentali, che davano l’aggressione di Usa e Israele all’Iran come giustificate dal velo delle donne e dalla repressione del dissenso, si sono definitivamente infrante davanti alla realtà del vile saccheggio, esattamente come è avvenuto con il rapimento di Nicolas Maduro e l’immediata presa di controllo del petrolio venezuelano da parte delle compagnie statunitensi.Il Wall Street Journal ha infatti riportato le “indiscrezioni” che stanno sotto gli occhi di tutti, ovvero che nel piani della Casa Bianca ci sarebbe innanzitutto l’appropriarsi dell’uranio iraniano intervenendo direttamente, cioè con i militari sul terreno, nelle aree di Isfahan e Natanz, dove sarebbe conservata una quantità significativa di materiale fissile, circa 450 chilogrammi.Secondo la prestigiosa testata, al Pentagono si starebbe studiando l’impiego di forze speciali e di tecnici incaricati di localizzare, mettere in sicurezza e trasportare l’uranio fuori dal Paese. In sintesi di rubarlo. Ovviamente la motivazione ufficiale, che andrebbe benissimo ai perbenisti occidentali, sarebbe quella di scongiurare la possibilità che l’Iran si possa dotare di bombe atomiche, ma intanto l’uranio finirebbe negli Usa, di certo non per essere custodito e consegnato ad regime più tollerante in materia di diritti civili.Comunque, riporta il Wall Street Journal, la decisione finale spetterebbe a Donald Trump, il quale, al di là della retorica roboante, proprio in tema di Iran non se la sta passando bene, tra basi Usa bombardate in tutto il Golfo, difesa israeliana indebolita, portaerei spedite a Creta per 14 mesi di riparazioni a causa di improbabili incendi nelle lavanderie, strali contro la Nato per non averla seguita in una delle sue tante pazzie e mercato dell’energia nel completo caos. Anche perché gli iraniani fanno quello che vogliono con lo Stretto di Hormuz, che era aperto, spalancato, prima della guerra di quello stesso Trump che oggi non sa come tenere aperto.E agli annunci di piani di 15 punti con “iraniani con cui si può parlare”, gli iraniani, quelli veri, hanno risposto che “non è in corso nessun negoziato diretto con gli Stati Uniti”. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha infatti riportato che “ciò di cui si è discusso sono i messaggi che abbiamo ricevuto tramite intermediari, secondo i quali gli Stati Uniti desiderano negoziare”, tant’è che in diversi si stanno muovendo per i colloqui di Islamabad, ma Baghaei ha sottolineato che “È giusto che i Paesi della regione si preoccupino di porre fine alla guerra, ma dovrebbero fare attenzione a chi l’ha iniziata”. Rivolgendosi a Trump ha affermato che “Nessuno può fermare questa guerra nella nostra regione e nel Golfo, eccetto lei”.Respinto quindi a priori il piano di 15 punti che vede “proposte irragionevoli e inaccettabili”, anche perché Teheran vuole “garanzie future” e il diritto all’arricchimento del proprio uranio “per scopi civili”.