Tucker Carlson compra “The Bibi files”, il documentario su Netanyahu vietato in Israele. “Ecco l’uomo che trascina gli Usa in guerra”

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“Mentre gli Stati Uniti vengono trascinati in un’altra guerra all’estero, vale la pena conoscere l’uomo che ci ha costretti a entrarvi. Guarda il film talmente rivelatore da essere stato bandito in Israele. The Bibi Files è ora disponibile in streaming su TCN”. Acronimo di Tucker Carlson Network, il canale del giornalista vicino alla galassia Maga, già anchorman di Fox e critico accanito del governo di Netanyahu, oltre che in prima linea contro l’interventismo militare di Donald Trump. Un cambio di rotta del presidente, che per diversi esponenti vicini al capo della Casa Bianca nasconde la mano di Israele, inclusa la spinta verso il conflitto con Teheran. Carlson ha comprato i diritti di “The Bibi Files“, diretto da Alexis Bloom e prodotto da Alex Gibney, che attraverso oltre mille ore di filmati trapelati – registrati tra il 2016 e il 2018 – mostrano, tra gli altri, gli interrogatori di Netanyahu, di sua moglie Sara e del figlio Yair. Un documentario che è stato bandito in Israele e che con Carlson è diventato virale. Molte delle dichiarazioni più incisive provengono da Raviv Drucker, giornalista investigativo e produttore del documentario, e da Uzi Beller, un amico d’infanzia che si è poi schierato apertamente contro di lui.As the US is dragged into another foreign war, it’s worth knowing about the man who forced us into it. Watch the film so revealing that it’s banned in Israel. The Bibi Files streaming now on TCN. pic.twitter.com/ssUqZgMcgp— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) March 27, 2026“Questo film – scrive Carlson su X – svela anni di storie che il governo Netanyahu vuole tenere nascoste. Accuse di corruzione esagerate, loschi accordi sottobanco, le manovre geopolitiche anti-americane del primo ministro e molto altro ancora”, mostrando “un lato del potere che i cittadini comuni non avrebbero mai dovuto vedere. Mentre l’America – sottolinea – si addentra sempre più nella guerra con l’Iran, capire chi tira le fila è più importante che mai”. Al centro le accuse di frode, corruzione e abuso di ufficio (noti come Casi 1000, 2000 e 4000), suggerendo un legame diretto tra i problemi legali del premier e le sue decisioni politiche e militari, che che sarebbero funzionali a distogliere l’attenzione dai processi. La proiezione del film è attualmente vietata in Israele a causa di restrizioni legali che impediscono la pubblicazione di filmati di interrogatori di polizia senza autorizzazione del tribunale.The Bibi Files scava nel fitto intreccio di favori che lega Netanyahu ad alcuni dei più influenti miliardari del globo – tra cui anche il produttore hollywoodiano Arnon Milchan, il quale, secondo l’accusa, aveva fatto regali ai Netanyahu per centinaia di migliaia di dollari – con un focus particolare sulla coppia israelo-statunitense formata da Miriam e Sheldon Adelson. Il film fa emergere anche una strategia di lungo periodo nei confronti di Hamas: secondo le tesi esposte, il sostegno economico e logistico garantito negli anni dal premier non sarebbe stato un errore di calcolo, ma una precisa tattica volta a frammentare il fronte palestinese, indebolendo Fatah (ritenuta un interlocutore politico più pericoloso e credibile a livello internazionale) per rendere impossibile la soluzione a “due Stati”. Sul fronte giudiziario, spicca l’accusa di aver ricevuto beni di lusso da Milchan e i presunti accordi con l’editore Arnon Mozes per ottenere una copertura benevola sul quotidiano Yedioth Ahronoth, screditando sistematicamente gli oppositori. Un dettaglio cruciale riguarda l’attualità politica: a novembre 2025, Netanyahu ha presentato ufficialmente al Presidente Herzog una richiesta di grazia, un tentativo di chiudere i conti con la giustizia che è tuttora oggetto di aspro dibattito (lo stesso Trump, in passato, aveva invitato Herzog a concederla).La strategia nei confronti di HamasIl film riporta testimonianze e analisi sul fatto che Netanyahu abbia indirettamente incoraggiato il finanziamento al gruppo islamista che governa Gaza (attraverso fondi provenienti dal Qatar, “miliardi di dollari nell’arco di una decina di anni” per il New York Times) con l’obiettivo di mantenere i palestinesi divisi. Sebbene l’afflusso di denaro fosse ufficialmente destinato a scopi umanitari, la critica è che sia servito a “comprare la calma” permettendo ad Hamas di consolidarsi militarmente. Drucker documenta come il premier abbia utilizzato lo stato di conflitto permanente per ritardare i propri processi, rendendo la presenza di Hamas funzionale a una narrativa di “sicurezza”. Diversi commentatori nel film definiscono il 7 ottobre come la conseguenza indiretta di questa politica: il più grande fallimento della sicurezza israeliana, causato dalla convinzione di poter “gestire” Hamas anziché contrastarlo.Gli Adelson e il rapporto con Sara e BibiA colpire, nelle centinaia di ore di filmato, sono anche gli spezzoni degli interrogatori a Miriam Adelson e al marito, Sheldon, il magnate degli hotel e dei casinò scomparso nel 2021. Lei, invece, è ancora attivissima nella galassia del presidente Usa: è la miliardaria-ombra che più di tutti ha fatto pressione su Trump affinché si arrivasse a un accordo per liberare gli ostaggi israeliani rapiti da Hamas dopo il 7 ottobre. Nata a Tel Aviv, cresciuta a Haifa e naturalizzata americana, è una delle principali finanziatrici dell’attività politica pro-Israele e una donatrice per le cause ebraiche, oltre che essere l’editrice del diffusissimo foglio Israel Hayom, secondo giornale più diffuso nel Paese dopo Haaretz. Proprio la sua attività di editrice è al centro anche di alcuni spezzoni, dai quali emerge che la coppia Netanyahu esigesse un atteggiamento di favore sul suo quotidiano. Pessimo il giudizio di Sheldon nei confronti di Sara, che durante un interrogatorio sembrava volesse prendere le distanze dalla coppia (“Il Paese starebbe meglio se lei non si intromettesse. È intransigente… non credo che gli sarò ancora amico”). I filmati rivelano come la coppia Netanyahu pretendesse regali di lusso: sigari da cento dollari l’uno o gioielli di Tiffany. Vengono descritte anche le sfuriate telefoniche della première dame per foto non gradite sul giornale e l’accusa paradossale rivolta agli Adelson: se l’Iran avesse attaccato, la colpa sarebbe stata loro perché non difendevano abbastanza il governo del marito. “Se questo filmato venisse fuori, sarei morta”, dice Miriam in un passaggio, consapevole della gravità delle rivelazioni. Il rapporto tra le due coppie, seppur di lunga data, divenne insostenibile.La tesi del film è che, attraverso metodi, favoritismi e pretese di regali di lusso, Netanyahu abbia messo a repentaglio la sicurezza di Israele. Per bloccare la diffusione del documentario, il premier ha invocato il segreto processuale. Ma quello che mostrano le immagini non è solo la cronaca di un processo, ma il ritratto di una rete capillare di relazioni illecite tra finanza, media e istituzioni. È la storia di come il Primo Ministro più longevo nella storia d’Israele abbia costruito e mantenuto il proprio potere.L'articolo Tucker Carlson compra “The Bibi files”, il documentario su Netanyahu vietato in Israele. “Ecco l’uomo che trascina gli Usa in guerra” proviene da Il Fatto Quotidiano.