Perquisizione a Ilaria Salis, in stanza con lei c’era l’assistente Ivan Bonnin: perché il loro rapporto potrebbe essere un problema

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Sabato 28 marzo, ore 7:30 del mattino. In un hotel nei pressi della Stazione Termini, la polizia bussa alla porta di Ilaria Salis. L’eurodeputata, in quota Alleanza Verdi e Sinistra, si trova a Roma per partecipare alla manifestazione No Kings, che ha portato in piazza milioni di persone in tutto il mondo contro, tra le altre cose, la presunta piega autoritaria presa dagli Usa, le violenze dell’Ice e la guerra in Iran. Ma l’arrivo della Salis nella Capitale ha fatto scattare un meccanismo automatico di sorveglianza internazionale, su input della Germania. Da qui il controllo della polizia: un «atto dovuto», come spiega la questura, legato a una segnalazione partita da un altro Paese europeo, che nulla ha a che vedere – sempre secondo le autorità – con la manifestazione né con le recenti norme approvate sull’ordine pubblico. Ma sciolto questo “malinteso”, se così possiamo chiamarlo, il problema potrebbe essere un altro. E cioè la presenza in stanza con lei del suo assistente Ivan Bonnin. Bonnin, che nel 2015 è stato condannato per scontri all’Università di Bologna per il reato di interruzione di pubblico servizio aggravata e violenza privata, sembrerebbe essere anche il compagno di Salis. Circostanza in contrasto con le norme tecniche del Parlamento europeo, che stabilisce regole ferree per evitare il nepotismo.Il controllo in albergo a Ilaria SalisSecondo la versione fornita dalla Salis, il controllo degli agenti di polizia è durato circa un’ora e ha riguardato domande specifiche sui suoi spostamenti e sulla partecipazione alla manifestazione del pomeriggio, inclusa la richiesta di verificare la presenza di «oggetti pericolosi». Il tutto si è concluso senza il rilascio di alcun verbale. L’esponente di AVS ha immediatamente associato l’episodio al clima politico italiano, parlando di una deriva autoritaria alimentata dal nuovo decreto sicurezza. Tuttavia, la ricostruzione della questura di Roma sposta il piano della discussione: gli agenti sono intervenuti in seguito a un alert tecnico e, una volta accertata l’identità e l’immunità parlamentare della donna, avrebbero interrotto ogni verifica senza effettuare perquisizioni o sequestri, limitandosi a una procedura di identificazione dovuta per legge che non ha comportato l’ingresso ispettivo nella camera.La segnalazione tedescaIl vero motore dell’operazione non è stato il Viminale, ma la magistratura di Berlino. La Germania ha infatti inserito il nome di Ilaria Salis nel sistema di allerta internazionale già all’inizio di marzo. Il motivo risiede nei presunti contatti tra l’eurodeputata e la cosiddetta «Hammerbande», l’organizzazione di estrema sinistra tedesca accusata di gravi violenze e aggressioni ai danni di militanti neonazisti. Nonostante i legali della Salis neghino procedimenti aperti a suo carico in Germania, lo scambio informativo tra le procure di Berlino e Budapest rimane costante. Il controllo di sabato era finalizzato a mappare i suoi spostamenti, i veicoli utilizzati e i soggetti che la accompagnavano, considerati d’interesse per la sicurezza pubblica transnazionale, specialmente in vista di eventi di piazza ad alto rischio.Come funziona il Sistema d’informazione SchengenPer comprendere come sia stato possibile localizzare la Salis in pochi minuti, occorre guardare al funzionamento del SIS (Sistema d’informazione Schengen). Disciplinato dal regolamento UE 2018/1862, il SIS è la più grande banca dati per la sicurezza in Europa, nata per compensare l’abbattimento delle frontiere fisiche. Quando un’autorità nazionale inserisce una segnalazione per «controlli discreti» o «specifici», il database reagisce istantaneamente non appena il soggetto registrato effettua un check-in in qualsiasi struttura ricettiva dell’area Schengen. Nel momento in cui l’albergatore romano ha inserito i dati della Salis nel portale «Servizio Alloggiati», il sistema ha inviato un input immediato alla sala operativa della Questura, rendendo il controllo un atto amministrativo obbligatorio per le forze dell’ordine italiane, che non hanno margini di discrezionalità di fronte a un’allerta internazionale di questo tipo. Certo, nessuno in questura ha collegato il nome del soggetto da controllare in base alla segnalazione del SIS all’europarlamentare protetta da immunità.Chi è Ivan BonninAl centro delle polemiche è però finito anche l’uomo che condivideva la stanza con l’eurodeputata: Ivan Bonnin. Attivista e co-autore di libri con la Salis, Bonnin è attualmente inquadrato come suo assistente parlamentare accreditato a Bruxelles, una posizione pagata con fondi pubblici europei. La sua presenza ha spinto il deputato Giovanni Donzelli a annunciare un’interrogazione parlamentare, puntando il dito sul passato giudiziario dell’assistente. Nel 2015, infatti, Bonnin fu condannato dal gip di Bologna per interruzione di pubblico servizio aggravata e violenza privata. All’epoca militava nel collettivo «Hobo» e fu protagonista di picchetti violenti all’università che impedirono il libero accesso a studenti e docenti. Fu condannato a sei mesi, pena poi commutata in sanzione pecuniaria (15mila euro).Perché Bonnin non potrebbe essere l’assistente di SalisLa questione più spinosa riguarda però la possibile violazione delle norme interne del Parlamento Europeo. L’Articolo 43 delle «Misure di attuazione dello Statuto dei deputati» stabilisce criteri rigorosissimi per la selezione degli assistenti parlamentari, con l’obiettivo di garantire la trasparenza e il merito. Il regolamento vieta esplicitamente ai deputati di assumere non solo parenti stretti, ma anche «partner stabili» non contrattualizzati. La stabilità del legame affettivo tra Salis e Bonnin, suggerita dalla condivisione della camera d’albergo e dalla lunga militanza comune, potrebbe configurare un caso di nepotismo. Se venisse accertato che Bonnin è il compagno dell’eurodeputata, il contratto di assistenza risulterebbe nullo e la Salis potrebbe essere chiamata a restituire le indennità erogate, poiché i fondi UE non possono essere utilizzati per sostenere finanziariamente la cerchia affettiva del parlamentare, indipendentemente dalle competenze professionali del soggetto.L'articolo Perquisizione a Ilaria Salis, in stanza con lei c’era l’assistente Ivan Bonnin: perché il loro rapporto potrebbe essere un problema proviene da Open.