COMO, L’INTERVISTA ESCLUSIVA AL DS LUDI – Da set televisivo immaginato a progetto sportivo tra i più affascinanti del calcio italiano. La storia recente del Como è un intreccio di visione internazionale, investimenti mirati e crescita costante, che ha portato il club lariano a sorprendere tutti fino a ritrovarsi, a otto giornate dalla fine, in piena corsa per un posto in Europa. Un percorso iniziato nel 2019 e accelerato stagione dopo stagione, fino all’esplosione definitiva sotto la guida tecnica di Cesc Fabregas, simbolo di un’identità di gioco moderna, ambiziosa e riconoscibile.Dietro le quinte, però, c’è un lavoro quotidiano meno visibile ma decisivo: quello dell’area sportiva guidata dal direttore sportivo Carlalberto Ludi. Ex difensore e dirigente formatosi sul campo, Ludi è uno degli architetti del modello, costruito su scouting avanzato, sviluppo dei giovani e una chiara idea di calcio. In un momento chiave della stagione, tra sogni di Champions League, valorizzazione dei talenti e sostenibilità economica, il dirigente racconta filosofia, ambizioni e prospettive di un Como che non vuole smettere di stupire.Vi aspettavate a inizio stagione di essere quarti a questo punto?“No, in agosto non potevamo pensarlo, potevamo solo sognarlo. Già in estate, ma anche quotidianamente, lavoriamo per crescere e migliorare questa squadra. Eravamo sicuri che avesse tanto valore tecnico e sappiamo che l’allenatore è un fenomeno nel valorizzare i ragazzi. Speravamo di far molto bene. Ora stiamo sognando al quarto posto, ma manca ancora tantissima strada”.Perché il Como ha così pochi italiani in rosa?“Il tema è più complesso rispetto alle scelte di mercato. C’è una dinamica finanziaria, con regole interne che limitano gli investimenti. C’è un discorso metodologico: in Spagna, per esempio, i giocatori sono più affini al calcio che vogliamo proporre. E poi c’è un discorso di processo: i ragazzi che prendiamo, classi 2004-2005, all’estero sono già titolari in prima squadra, cosa che in Italia fatichiamo a trovare. Detto questo, la proprietà ha grande rispetto del contesto italiano e stiamo investendo molto nel settore giovanile per costruire in futuro giocatori pronti e già inseriti nel nostro metodo”.Come funziona a Como il reclutamento dei calciatori? Che strategia esatta c’è dietro?“Abbiamo costruito un processo molto elaborato. Non sono solo io o l’allenatore: è un gruppo di lavoro. Partiamo da un primo filtro statistico, poi altri cinque: il ‘tactical fit’, il giudizio dello staff tecnico, la compatibilità tecnica, il controllo sugli infortuni, la profilazione del carattere in partita e quella della persona. Dopo questi filtri emergono dei nomi che condividiamo con l’allenatore, e scegliamo insieme quello ideale”.Fabregas resterà anche il prossimo anno?“Siamo in una ‘luna di miele’: c’è totale allineamento tra le sue ambizioni e quelle del club. Gli mettiamo a disposizione sempre più risorse per lavorare al meglio. Finché non accadrà qualcosa di straordinario sul mercato, andremo avanti insieme. Possiamo parlare solo di quello che offriamo noi: oggi non abbiamo paura che possa lasciarci”.Quanto è difficile trattenere talenti come Nico Paz?“Non possiamo controllare la volontà degli altri club, ma oggi siamo molto felici e lui è felice qui. Eventuali competizioni europee possono aiutarci a trattenerlo. Questo è un ambiente ideale per i giovani: accogliente, ambizioso, orientato al miglioramento. Poi arriverà il momento in cui qualcuno partirà, ma ora non abbiamo questo sentore”.Gasperini e Spalletti; Roma e Juventus; chi è più pericoloso nella corsa Champions?“Non faccio paragoni: sono tutte squadre molto pericolose. Noi abbiamo un’arma in più, che è il nostro allenatore. La competenza e la sicurezza con cui gestisce questo momento sono da tecnico navigato. Mancano tante partite, ma lui è un valore aggiunto”.L’impatto delle regole UEFA sul Fair-Play Finanziario cambierà la strategia del club?“È normale: dopo grandi investimenti arriverà un momento in cui dovremo aumentare i ricavi per rispettare il Financial Fair Play. Ma non ci spaventa: abbiamo alzato il livello tecnico e anche la cultura organizzativa. La nostra credibilità è cresciuta e siamo convinti che questo non limiterà le nostre ambizioni”.A cosa date priorità? Meglio il 4° posto o Coppa Italia?“Non possiamo scegliere. Sono due traguardi storici. Siamo giovani, abbiamo voglia di lavorare e giocare. Il nostro obiettivo è vincere tutte le partite, anche se non sarà possibile. Faremo di tutto per arrivare fino in fondo in entrambe le competizioni”.Sarete arbitri dello scudetto con le prossime sfide a Inter e Napoli“L’Inter ha tutto per vincere lo scudetto: è la squadra più attrezzata. Non vedo tutta questa preoccupazione. Noi penseremo al nostro percorso, poi che vinca il migliore. Anche il Napoli sarà un test importante”.Il Como può diventare una grande e sognare lo scudetto?“Parlarne oggi è quasi utopico. Ma noi ci consideriamo già grandi nell’ambizione e nel lavoro. Puntiamo all’eccellenza, con una mentalità da grande club. Vogliamo essere diversi, esclusivi. Il futuro dipenderà dal lavoro e dalla nostra voglia di migliorarci”.GUARDA IL VIDEO COMPLETO SUL CANALE YOUTUBE DI RADIO RADIO – LO SPORTThe post Como, intervista al DS Ludi: “Fabregas via? Nessuna paura! Per Roma e Juve abbiamo un’arma” appeared first on Radio Radio.