Un pavimento che cede, delle piastrelle sollevate e sotto, una tomba. È da qui che riparte, a sorpresa, la storia di uno dei personaggi più iconici della letteratura e della realtà. A Maastricht, nei Paesi Bassi, potrebbe essere stato ritrovato lo scheletro di Charles de Batz de Castelmore, detto d’Artagnan, il vero moschettiere che ha ispirato I tre moschettieri. Il ritrovamento è avvenuto a febbraio nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, quando una porzione del pavimento ha ceduto. Sotto le mattonelle, una sepoltura con resti umani: da quel momento è partita una vera e propria indagine, di quelle che tengono insieme archeologia, storia e scienza, per capire se quei resti appartengano davvero al leggendario soldato del Re Sole. “È diventata un’indagine di altissimo livello”, ha spiegato l’archeologo Wim Dijkman, sottolineando l’obiettivo: “Vogliamo essere assolutamente certi, o il più possibile, che si tratti proprio del famoso moschettiere, ucciso qui nei pressi di Maastricht”. Il punto chiave è il DNA. Da un frammento di mandibola sono stati prelevati campioni che verranno confrontati con quelli dei discendenti della famiglia. Solo così si potrà sciogliere il dubbio che dura da oltre tre secoli.Un eroe tra storia e romanzoPrima ancora di diventare un personaggio letterario, d’Artagnan è stato un uomo in carne e ossa. Al servizio di Luigi XIV, arrivò a essere capitano-luogotenente dei moschettieri. Morì il 25 giugno 1673 durante l’assedio francese di Maastricht, colpito da un proiettile di moschetto. È proprio qui che storia e ritrovamento si incrociano: la chiesa sorge vicino all’area dove era accampato l’esercito francese. E riportare il corpo a Parigi, in piena estate, sarebbe stato complicato. L’ipotesi che sia stato sepolto sul posto, quindi, non è mai stata esclusa. A rafforzare il sospetto ci sono altri indizi: una moneta datata 1660 e un frammento di proiettile rinvenuti nella tomba. E soprattutto un dettaglio simbolico ma non secondario. “Una lettera dell’epoca dice che fu sepolto in terra consacrata“, ha spiegato il diacono Jos Valke. “E sotto un altare… è difficile immaginare un luogo più sacro di così”.Il dubbio (ancora) apertoTutti gli elementi, messi insieme, raccontano una storia che sembra combaciare. Ma non basta. “Se si somma tutto, ci sembra plausibile”, ha aggiunto Valke. “Ma naturalmente nulla è ancora certo”. Ed è qui che entra in gioco la scienza. Perché dopo secoli di romanzi, duelli e mito, a dire l’ultima parola potrebbe essere, molto meno romanticamente, un test del DNA. E solo allora si capirà se quel corpo, rimasto per secoli sotto un altare, appartiene davvero al più celebre dei moschettieri.L'articolo Il quarto moschettiere riemerge da sotto una chiesa? Il mistero dello scheletro trovato a Maastricht: caccia al DNA di d’Artagnan proviene da Il Fatto Quotidiano.