AGI - È difficile immaginare il principe Filippo di Edimburgo versarsi una birra e poi morire. Ma il personaggio ne ha riservate tante di sorprese, come quei cento anni sfiorati e la capacità di mantenere il riserbo su tanti aspetti della sua vita.Persino una malattia tanto grave, come un tumore al pancreas che lo ha spinto a superare anche i limiti scientifici, è rimasta un segreto. Filippo ha convissuto per quasi un decennio con una forma inoperabile di cancro al pancreas, diagnosticata nel giugno 2013 presso un ospedale di Londra. La rivelazione, che riscrive gli ultimi anni del consorte della Regina Elisabetta II, emerge dal nuovo volume dello storico Hugo Vickers, Queen Elizabeth II. Una storia personale, i cui estratti sono stati anticipati dal Daily Mail.Nonostante il certificato di morte ufficiale del 2021 riportasse come causa il decesso per "vecchiaia", Vickers documenta una battaglia clinica iniziata all'età di 91 anni. Una resistenza che ha sfidato le statistiche mediche: secondo i dati di Cancer Research UK, solo il 5% dei pazienti sopravvive oltre i cinque anni dalla diagnosi di questa patologia.Filippo e il senso del dovereSecondo quanto riportato nel libro, le previsioni iniziali suggerivano un immediato ritiro dalle scene pubbliche. Tuttavia, Filippo mantenne i propri impegni ufficiali fino al 2017. "Come sempre, il duca ha ingannato i pessimisti," scrive Vickers, sottolineando la resilienza del principe, il cui titolo è oggi detenuto dal figlio minore, Edoardo.La determinazione del ducaLa determinazione del duca emerse con particolare vigore nel 2019, quando le sue condizioni di salute apparvero così critiche da spingere le autorità a ipotizzare un rinvio delle elezioni generali. "Tutti preparati al peggio. I presentatori di Sky TV e ITN giravano con cravatte nere in tasca," rivela l'autore, aggiungendo che il Principe scelse di recarsi a Broadlands, nel Kent, per il fine settimana. "Qualcuno ha commentato che agiva con spirito civico e si sforzava di sopravvivere per non danneggiare le elezioni," annota lo storico.Le ultime ore a WindsorIl biografo offre uno spaccato inedito della quotidianità al Castello di Windsor, segnata da "momenti di silenzio" e da una radicata avversione per le celebrazioni del centenario. Filippo, infatti, "non volevo compiere 100 anni" perché "odiava il trambusto che di solito accompagna tali eventi."Il racconto degli ultimi istanti di vita descrive un uomo che ha mantenuto la propria indipendenza fino alla fine:"L'ultima notte della sua vita si è liberato delle sue infermiere, si è spostato lungo il corridoio con il deambulatore, si è versato una birra e l'ha bevuta nella lounge Oak," si legge nel testo. "La mattina dopo, si è alzato, ha fatto un bagno, ha detto che non si sentiva bene e è morto in silenzio. A quel punto viveva con il cancro al pancreas da quasi otto anni, molto più a lungo del solito dalla diagnosi."Il legame con la reginaElisabetta II e Filippo sono stati uniti per 73 anni, dal matrimonio celebrato il 20 novembre 1947 presso l’Abbazia di Westminster. In occasione delle nozze d'oro nel 1997, la sovrana rese omaggio al marito con parole che restano scolpite nella storia della monarchia: "Non è uno di quelli che accettano facilmente i complimenti, ma è stato semplicemente la mia forza e il mio sostegno in tutti questi anni."Tuttavia, la regina non era presente al momento del decesso. Vickers riferisce che la sovrana rimase turbata dal fatto che, "come in tanti altri momenti della vita, se ne andò senza dire addio." Le esequie, svoltesi in piena pandemia con soli 30 partecipanti, videro Elisabetta seduta in solitudine. Un commiato austero che, secondo l'autore, sarebbe stato apprezzato dal defunto: "Nulla avrebbe fatto più piacere al Duca di un addio intimo."