Stretta sui social: ecco quali Paesi li vietano ai minori

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Social nel mirino. Aumentano i Paesi europei ed extra Ue che decidono di limitare l’accesso alle piattaforme online ai minori. In Italia la Lega ha depositato una proposta di legge e il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha ribadito che sarà “inevitabile”.L’Unione europea, dal canto suo, si prepara a una stretta, con il Parlamento che in una risoluzione ha chiesto maggiori tutele, tra cui un limite di età (16 anni) per iscriversi ai social media e il divieto delle pratiche più dannose che creano dipendenza. Anche l’Italia sta pensando di introdurre questo tipo di restrizione. “Abbiamo vietato l’uso del cellulare nelle scuole e il prossimo passo credo sia quello di abolire l’accesso ai social ai minori di 15 anni”, ha detto nei giorni scorsi Valditara, commentando l’accoltellamento della professoressa da parte di uno studente in provincia di Bergamo.I divieti Paese per Paese: ecco quali sonoAUSTRALIA – È stato il primo Paese a introdurre il divieto con la legge chiamata ‘Online safety amendment’. A partire da dicembre 2025, non è consentito ai minori di 16 anni accedere o mantenere un account su piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat, Youtube, a cui è stato aggiunto anche il servizio di live streaming Twitch. L’obiettivo dichiarato da Canberra è di proteggere la salute mentale degli adolescenti e ridurre dipendenza da social e contenuti dannosi. Le piattaforme rischiano multe fino a 50 milioni di dollari australiani (circa 30 milioni di euro) nel caso in cui non rispettino la norma. Nel complesso, dall’applicazione del divieto, i giganti delle piattaforme hanno revocato l’accesso a circa 4,7 milioni di account identificati come appartenenti a minori. Nella vicina Nuova Zelanda è stata invece presentata una proposta di legge per vietare i social ai minori di 16 anni.INDONESIA – Seguendo il modello australiano, da pochi giorni è entrata in vigore una normativa che vieta ai minori di 16 anni l’accesso alle piattaforme digitali che potrebbero esporli a pornografia, cyberbullismo, truffe online e dipendenza. Con questa decisione, l’Indonesia è diventata il primo Paese del Sud-est asiatico a bloccare l’accesso ai giovanissimi su YouTube, TikTok, Facebook, Instagram, Threads, X, Bigo Live e Roblox. L’attuazione delle restrizioni avverrà gradualmente, fino a quando tutte le piattaforme non si saranno conformate alla normativa, e riguarderà circa 70 milioni di giovanissimi, su un totale di 280 milioni di abitanti. FRANCIA – A inizio anno l’Assemblea nazionale, la camera bassa del Parlamento francese, ha approvato un disegno di legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni, aprendo la strada all’entrata in vigore del provvedimento all’inizio del prossimo anno scolastico. Il ddl, che vieta anche l’uso dei telefoni cellulari nelle scuole superiori, è stato approvato con 130 voti favorevoli e 21 contrari e passerà all’esame del Senato. In caso di via libero definitivo, il Paese transalpino diventerebbe il primo Stato europeo a imporre limiti d’età per l’utilizzo delle piattaforme. Se entrerà in vigore, tra le altre misure, i minori di 15 anni non potranno creare account, le piattaforme come Instagram, TikTok, Snapchat dovranno verificare l’età degli utenti e le piattaforme dovranno rifiutare o sospendere gli account degli under 15. Saranno previste sanzioni per le aziende che non rispettano le regole.REGNO UNITO – Il governo britannico sta prendendo in considerazione il divieto di accesso ai social media per gli adolescenti, nell’ambito di un inasprimento delle leggi volte a proteggere i minori da contenuti dannosi e dall’eccessivo tempo trascorso davanti allo schermo. “Nessuna opzione è esclusa, compresa la valutazione dell’età minima per l’accesso ai social media e la necessità di imporre restrizioni su elementi che creano dipendenza, come lo scrolling infinito o le sequenze di messaggi nelle app”, aveva detto a gennaio il premier Keir Starmer. Anche in questo caso l’Australia che sarà tenuta in considerazione come modello. Avviata la consultazione pubblica sulla sicurezza online, l’Esecutivo ha riferito che intende rispondere entro l’estate.SPAGNA – Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che il governo vieterà l’accesso ai social network ai minori di 16 anni e obbligherà le piattaforme digitali ad adottare sistemi efficaci per verificare l’età degli utenti. Il provvedimento fa parte di un pacchetto di cinque misure annunciate dal leader socialista, volto a contrastare gli abusi delle grandi piattaforme e garantire un ambiente digitale sicuro, democratico e rispettoso dei diritti fondamentali. Le altre misure annunciate da Sanchez sono: porre fine all’impunità dei dirigenti, affinché siano legalmente responsabili delle violazioni commesse sulle piattaforme digitali di cui sono responsabili; qualificare come reato la manipolazione degli algoritmi e l’amplificazione di contenuti illegali; creare un sistema di tracciamento e quantificazione che consenta di stabilire una ‘Impronta di odio e polarizzazione’; affrontare insieme alla procura le vie per indagare sulle possibili violazioni legali di Grok, TikTok e Instagram. GERMANIA – Si ragiona su un piano che vede la collaborazione tra la Cdu, il partito del cancelliere Friedrich Merz, e gli alleati di governo della Spd. L’obiettivo è limitare l’utilizzo dei social per i minori di 16 anni e introdurre un divieto totale di accesso per i minori di 14 anni. Per la fascia tra i 14 e i 16 anni, invece, le piattaforme dovrebbero garantire contenuti adeguati all’età, con maggiori tutele e controlli. AUSTRIA – Non esiste ancora una legge definitiva, ma il governo ha annunciato un piano per vietare i social ai minori di 14 anni.Questo articolo Stretta sui social: ecco quali Paesi li vietano ai minori proviene da LaPresse