Via libera all’uso delle riserve per superare il blocco del mercato. Non accadrà più il paradosso Napoli

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In occasione del consiglio federale che si è tenuto la scorsa settimana, la FIGC ha approvato alcune modifiche del Titolo VI delle NOIF (le Norme Organizzative Interne Federali): si tratta della sezione che disciplina i controlli economico-finanziari sui club professionistici. In particolare, secondo quanto può rivelare Calcio e Finanza, sono state introdotte alcune novità rilevanti sui meccanismi che consentono alle società di coprire squilibri di bilancio e rimuovere eventuali restrizioni federali. Modifiche frutto del profondo lavoro svolto al tavolo delle riforme e che riguardano più aspetti.In particolare, il tema era stato discusso durante il mercato invernale, quando i nuovi parametri relativi al Costo del Lavoro Allargato avevano bloccato i mercati di Napoli e Pisa, costringendo i due club a sessioni “a saldo zero”. Tuttavia, mentre il club toscano si era mosso nell’immediato con un aumento di capitale in grado di sbloccare la situazione, il Napoli aveva invece chiesto di poter modificare la norma che ne stava limitando l’operato a gennaio. In particolare, i partenopei chiedevano che le riserve di liquidità (particolarmente consistenti nel loro caso, a quota 174 milioni di euro al 30 giugno 2025) potessero essere utilizzate per ripianare lo squilibrio nel rapporto tra i ricavi e il Costo del Lavoro Allargato e sbloccare il mercato. Sulla base di questa richiesta, la Lega Serie A aveva richiesto la convocazione di un consiglio federale straordinario per votare le modifiche proposte, ma sul punto non era stata raggiunta l’unanimità: il Milan aveva votato contro, mentre Juventus, Inter e Roma si erano astenute. Il rischio di una modifica a stagione in corso, come spiegato da Calcio e Finanza nell’editoriale dello scorso 14 febbraio, sarebbe stato quello di creare un pericoloso precedente. Ma che la norma andasse aggiustata era altrettanto evidente. Infatti, appariva quantomeno paradossale che proprio la società che dispone di gran lunga del miglior dato legato ai debiti finanziari netti e che numeri alla mano consente alla Serie A di migliorare il quadro economico generale, fosse messa dietro alla lavagna e costretta ad operare a saldo zero sul mercato per una norma burocratica.E’ così che si è arrivati – tra le varie novità – ad una delle modifiche più significative tra quelle varate la scorsa settimana: l’apertura all’utilizzo delle riserve di utili come strumento per riequilibrare la situazione finanziaria dei club, a determinate condizioni e con precisi vincoli societari.Utilizzo delle riserve di utili: cosa cambia Nel dettaglio, le nuove disposizioni – che saranno valide a partire dal mercato estivo 2026 – stabiliscono che, tra le modalità con cui una società può coprire l’eccedenza di costo contestata dalla FIGC a proposito del rapporto tra ricavi e Costo del Lavoro Allargato, rientra anche l’utilizzo delle riserve di utili. In particolare, le riserve possono essere utilizzate se: sono distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente; risultano contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre; l’assembleadei soci ha deliberato l’apposizione di un vincolo di indisponibilità su tali somme; viene quantificato l’importo preciso destinato alla copertura dello squilibrio finanziario. Si tratta di una novità rilevante perché consente ai club di utilizzare parte del proprio patrimonio netto per sanare situazioni di eccedenza di costo o di squilibrio finanziario segnalate dagli organismi federali. Il meccanismo del vincolo di indisponibilità Il sistema previsto dalle nuove NOIF introduce però una tutela precisa: le riserve utilizzate devono essere vincolate e non liberamente distribuibili ai soci fino a quando non viene verificato il rispetto degli indicatori economico-finanziari federali. Il vincolo può essere revocato solo al verificarsi di specifiche condizioni, ad esempio quando: gli indicatori economico-finanziari tornano sotto le soglie previste; vengono immesse nuove risorse da parte dei soci; oppure vengono generate ulteriori entrate attraverso operazioni straordinarie, come la cessione di crediti. In caso contrario, la revoca del vincolo senza i presupposti previsti costituisce illecito disciplinare e può portare a sanzioni da parte della giustizia sportiva. Le altre modalità di copertura degli squilibri L’utilizzo delle riserve di utili si inserisce all’interno di un quadro più ampio di strumenti che le società possono utilizzare per ripianare le eccedenze di costo contestate dalla FIGC. Tra queste modalità – come noto – figurano: versamenti dei soci in conto futuro aumento di capitale; aumenti di capitale interamente sottoscritti e versati in denaro; versamenti per copertura perdite; finanziamenti postergati e infruttiferi dei soci; utilizzo di risorse derivanti dalla cessione pro soluto di crediti legati ai trasferimenti dei calciatori; utilizzo di crediti derivanti dalla cessione dei diritti audiovisivi non già contabilizzati nei ricavi federali. In tutti questi casi, una volta verificata la copertura dello squilibrio, la Commissione federale competente comunica l’esito alla Segreteria Generale della FIGC, che può disporre la revoca delle eventuali restrizioni imposte alla società, come il blocco delle operazioni di tesseramento. Situazioni patrimoniali intermedie sempre più centrali Le modifiche apportate al Titolo VI delle NOIF non si fermano qui e rafforzano anche il ruolo delle situazioni patrimoniali intermedie, che le società devono depositare al 31 marzo e al 30 settembre con la relativa documentazione contabile e la revisione della società incaricata. Questi documenti diventano sempre più centrali nel sistema di monitoraggio federale, perché rappresentano il riferimento contabile per verificare: la disponibilità effettiva delle riserve di utili; l’eventuale presenza di perdite da compensare; la sostenibilità dei parametri economico-finanziari richiesti dalla FIGC. Più flessibilità per i club, ma con controlli più stringenti Nel complesso, le modifiche al Titolo VI delle NOIF sembrano muoversi in una doppia direzione: maggiore flessibilità per i club nella gestione degli squilibri finanziari, ma allo stesso tempo controlli più stringenti sul patrimonio e sui flussi economici. L’apertura all’utilizzo delle riserve di utili rappresenta infatti un nuovo strumento per intervenire sul fronte finanziario senza ricorrere immediatamente ad aumenti di capitale, ma la presenza del vincolo di indisponibilità e dei controlli federali mantiene elevato il livello di vigilanza sul sistema.