A una settimana dalla sconfitta al referendum sulla giustizia che ha innescato il repulisti caratterizzato dalle dimissioni del trio Delmastro–Bartolozzi–Santanchè e le fibrillazioni all’interno di FdI e FI, il governo allontana l’ipotesi del voto anticipato, suggestione per giorni circolata nei vari ragionamenti fatti tra i Palazzi. Sia i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, che i ministri in quota FdI Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida hanno escluso infatti un ritorno alle urne a stretto giro. Possibile rimpasto di governoDiverso il discorso che riguarda un possibile rimpasto dopo che Giorgia Meloni ha assunto l’interim del dicastero guidato fino a mercoledì scorso da Daniela Santanchè, la cui lettera di dimissioni è stata pubblicata sul sito del ministero. “Può essere che arrivi un ministro al Turismo – ha ammesso il responsabile organizzazione del partito di via della Scrofa, Giovanni Donzelli -. Di FdI? Non abbiamo mai messo le bandierine, vedremo, deciderà il presidente del Consiglio”. Nei prossimi giorni, spiega un altro big meloniano, “si capirà in che direzione andare”. Il toto-nomiMeloni potrebbe optare per un tecnico d’area come la presidente dell’Enit, Alessandra Priante, con l’ipotesi di promuovere il deputato di FdI Gianluca Caramanna a sottosegretario. Tra i nomi per il dopo Santanchè è circolato anche quello di Luca Zaia, associato pure al Mimit nel caso in cui la presidente del Consiglio dovesse decidere di spostare Adolfo Urso proprio al Turismo. Scenario che tuttavia non sembra nei radar dell’ex governatore del Veneto.Tajani e Salvini escludono il voto anticipatoA prescindere da sostituzioni o spostamenti ‘chirurgici’ per evitare un Meloni-bis che impedirebbe al governo di centrare il record di longevità, la linea nel centrodestra è adesso quella di allontanare i discorsi legati a un imminente ritorno al voto. “Nessuno pensa ad andare a elezioni anticipate. Pensiamo a migliorare la situazione economica, a fare tutto ciò che è in tema della crescita dell’economia”, ha affermato il ministro degli Esteri e leader di FI Antonio Tajani. Concetto ribadito a stretto giro anche dal collega Matteo Salvini: “Leggo tante cose in questi giorni, ma il governo tira diritto e arriva a fine legislatura, senza nessun dubbio e alcun tentennamento”.In occasione della riunione convocata in via Bellerio con lo stato maggiore del partito, poi, il segretario della Lega ha ribadito “piena fiducia in Giorgia Meloni e in tutta la squadra di governo”. “La Lega è e sarà sempre leale e responsabile”, il messaggio inviato da Milano agli alleati dopo aver fatto una riflessione nel partito sui temi economici “per trovare le soluzioni migliori a sostegno di famiglie e imprese”. Il parere di Crosetto e LollobrigidaIn casa FdI, a ribadire la linea che vuole l’esecutivo proiettato oltre il ko referendario sono invece il ministro della Difesa Guido Crosetto (“in questo momento il senso di responsabilità ci impone di lavorare per affrontare le varie crisi in atto”) e quello dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: “L’impegno è andare alle elezioni politiche. Quello è il momento in cui si giudica l’azione di un governo. Riteniamo che nella fase attuale si debba continuare a lavorare per difendere gli interessi nazionali”. A cominciare dagli effetti della guerra in Medio Oriente su famiglie e imprese. Al momento non è ancora stata fissata la prossima riunione del Consiglio dei ministri, ma martedì prossimo terminerà il taglio delle accise previsto col dl carburanti con Meloni che dovrà decidere se e come confermare la misura.Questo articolo Tajani e Salvini escludono il voto anticipato. Il leader della Lega riunisce il partito: “Fiducia in Meloni” proviene da LaPresse