Vaccini e demenza: perché lo studio su 13 milioni di casi non conferma i No vax

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Circola sui social la notizia di uno studio su 13 milioni di persone secondo cui i vaccini per adulti aumenterebbero il rischio di demenza e Alzheimer. La ricerca, pubblicata sul Journal of Infectious Diseases, è stata usata dai gruppi No vax come prova definitiva, ma i dati dicono l’esatto opposto. Ecco perché si tratta di un caso di disinformazione basato su una lettura errata delle statistiche.Per chi ha fretta:Diversi utenti “free-vax” sostengono che lo studio in oggetto dimostrerebbe un collegamento tra vaccini e demenza.Studi osservazionali suggeriscono che le vaccinazioni riducono fortemente il rischio di demenza. Lo studio in oggetto non trova conferma in una riduzione, ma non dimostra nemmeno un incremento dei casi di demenza.AnalisiLe condivisioni in oggetto possono presentare una didascalia come la seguente:VACCINI E DEMENZA…insisto riproponendo l’argomento così magari qualcuno si sveglial più grande studio mai condotto sui vaccini e la demenza (n=13,3 milioni) ha scoperto che i vaccini per adulti (influenza, pneumococco, herpes zoster, tetano, difterite, pertosse) aumentano il rischio di DEMENZIA (+38%) e di ALZHEIMER (+50%) per un DECENNIO.Un’altra fonte dei No vax, che però li smentisceParliamo di un ampio studio di coorte. Si basa sull’archivio medico del Regno Unito, Clinical Practice Research Datalink (CPRD). Parliamo di dati relativi a oltre 50 milioni di pazienti, provenienti da 1900 ambulatori medici pubblici. I ricercatori vi hanno attinto per selezionare oltre 13 milioni di pazienti sopra i 50 anni, seguendone il percorso clinico dal gennaio 1988 al dicembre 2018.Nello screen allegato alle condivisioni si mostra solo una riga relativa alla sintesi dei risultati: «i vaccini comuni erano associati a un aumento del rischio di demenza». Curiosamente vengono tagliate le conclusioni subito sotto, dove si spiega che «i vaccini comuni non erano associati a una diminuzione del rischio di demenza». Allora come si spiega quella riga riguardo ai risultati? Lo spiegano i ricercatori: «il bias di confusione e rilevamento non misurato probabilmente ha rappresentato l’aumento del rischio osservato». Anche stavolta, quando incappiamo in una fonte seria usata dai No vax, scopriamo che dimostra solo la loro scarsa dimestichezza nel comprendere i dati e la loro valutazione in termini statistici. Le persone che scelgono di vaccinarsi con regolarità tendono ad avere un quadro clinico più complesso rispetto a chi non si vaccina. Inoltre, chi riceve vaccini periodici, come quelli antinfluenzali o per lo pneumococco, si reca molto più spesso negli ambulatori medici. Queste visite frequenti aumentano enormemente le probabilità che un medico noti i primi sintomi della demenza e formuli una diagnosi tempestiva.Per aggirare questi fattori confondenti i ricercatori hanno confrontato il gruppo dei vaccinati con un altro di persone che frequentano regolarmente le strutture sanitarie per altri motivi, come gli screening preventivi per il cancro alla prostata. Così il presunto rischio di demenza si è drasticamente ridotto. È vero che questo non succedeva confrontando col gruppo di donne sottoposte a screening per il cancro al seno. C’è da notare che i ricercatori hanno dovuto limitare l’analisi ai soli dati raccolti dal 1996 in poi. Infatti, prima di allora il Regno Unito non offriva una copertura sanitaria nazionale per questo genere di prevenzione contro il cancro al seno. Allora si è allungato il periodo di osservazione per tutti tra vaccinazione e diagnosi di demenza, fino a dieci anni, ebbene questa “anomalia statistica” si è ridotta ulteriormente.Insomma, i ricercatori riscontrano semplicemente che non vi sono evidenze per collegare i vaccini con la demenza. Non sembrano prevenirla, né è dimostrato che incrementino il rischio di insorgenza.ConclusioniAbbiamo visto che la fonte, citata da utenti “free-vax”, non dimostra affatto un collegamento tra vaccini e incremento del rischio di demenza, anzi nega proprio che sia dimostrato un collegamento di alcun tipo.Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta.L'articolo Vaccini e demenza: perché lo studio su 13 milioni di casi non conferma i No vax proviene da Open.