“Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!”. È l’appello lanciato dal Papa per l’omelia della domenica delle Palme. “Guardando” a Gesù “che è stato crocifisso per noi, vediamo i crocifissi dell’umanità. Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra“, ha detto nel corso della funzione in piazza San Pietro.Leone ha affidato “questo grido” dell’umanità a Maria che “piange anche ai piedi dei crocifissi di oggi” cone le parole di don Tonino Bello, “Maria, donaci la certezza che, nonostante tutto”, “le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primaverà”.Gesù “non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell’umanità”, ha detto celebrando la Passione di Cristo. “Questo è il nostro Dio”, ha rimarcato, “un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo, ‘Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue'”.Un pensiero, poi, per il Medio Oriente. “All’inizio della Settimana Santa, siamo più che mai vicini con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente, che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e, in molti casi, non possono vivere pienamente i Riti di questi giorni santi. Proprio mentre la Chiesa contempla il mistero della Passione del Signore, non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza – ha detto all’Angelus – eleviamo la nostra supplica affinché” il Signore “sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini concreti di riconciliazione e di pace”.Poco prima il Patriarcato di Gerusalemme aveva denunciato il fatto che la polizia israeliana ha impedito al Cardinale Pizzaballa e a monsignor Ielpo di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro: “Impedire l’ingresso al Cardinale e al Custode, che detengono la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa Cattolica e i Luoghi Santi costituisce una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie, rappresenta un’estrema violazione dei principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo”.L'articolo L’appello di Leone XIV nella domenica delle Palme: “Nessuno può usare Dio per giustificare la guerra. Deponete le armi” proviene da Il Fatto Quotidiano.