Il suo film, il passato, la malattia. Igor Protti torna a parlare e lo fa a “Sky Calcio Unplugged”, nuovo podcast di Sky Sport. Da luglio 2025 Igor Protti lotta contro un tumore al colon, che ha poi interessato anche le vertebre dopo un paio di mesi. Una malattia che lo ha segnato nel corso degli ultimi mesi e che però – come ha ripetuto più volte – gli ha dato ulteriore forza. “Da dieci mesi sono in lotta con un avversario subdolo, purtroppo questo percorso mi ha già creato diverse complicazioni che mi fanno tornare un po’ indietro. Poco tempo fa sono stato di nuovo operato e dopo 20 giorni a letto sto ricominciando a camminare, cerco di recuperare”, ha spiegato l’ex attaccante di Livorno e Bari tra le tante. “Tanti tifosi mi hanno mandato messaggi di vicinanza e solidarietà chiedendomi di lottare e non mollare. Questo dimostra che il calcio è una grossa comunità che a volte sembra dividere ma invece ci accomuna tutti sotto la bandiera per una stessa squadra“.Sono state tantissime le manifestazioni d’affetto ricevute da Protti nel corso di questi mesi, sia sui social che in ambito ultras con tantissimi striscioni, dediche e cori. Da lunedì al cinema però – per chi vuole ripercorrere la carriera di Protti e una parte della sua vita – potrà farlo con il suo film “Igor. L’eroe romantico del calcio”, prodotto prima che scoprisse la malattia: “Questo docufilm è nato come idea poco più di un anno fa”, il racconto di Protti, che il 5 luglio scorso aveva annunciato di essere malato di cancro al colon. “Abbiamo finito le riprese 10 giorni prima che venissi a conoscenza della mia malattia, quasi come se fosse una cosa che doveva essere fatta. Il film parla della mia carriera fin da quando ero ragazzino, quando ho iniziato nelle giovanili del Rimini, fino alla mia ultima giornata in campo a Livorno contro la Juventus in cui ho lasciato definitivamente il calcio”.Protti, oggi 58enne, ha parlato anche del suo passato da calciatore, raccontando vari aneddoti: “Quando ero ragazzino avevo Sacchi come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. Sacchi in quel momento aveva ragione: guardando quel calciatore, più della Serie C non poteva fare. Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti”».L'articolo “Il cancro è un avversario subdolo, ho avuto diverse complicazioni”: come sta Igor Protti dopo l’ultimo intervento proviene da Il Fatto Quotidiano.