Tre soldati Onu uccisi in Libano, l’ira dell’Indonesia e il giallo sulla dinamica. L’Idf: «Verifichiamo»

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Tre peace-keeper Onu della missione d’interposizione Unifil in Libano sono morti tra domenica e lunedì nei pressi del confine con Israele. Si tratterebbe di tre soldati indonesiani, che operavano nella zona sud-est del Paese, tornata da settimane al centro del fuoco incrociato tra Hezbollah e Israele. Il primo soldato è morto in un primo incidente verificatosi domenica quando un proiettile è esploso nella base dei soldati indonesiana nei pressi del villaggio di Adchit al-Qusayr. Lunedì mattina altri due soldati indonesiani sono rimasti uccisi e un’altra persona ferita in un secondo incidente. «Questa mattina un’esplosione ha gravemente danneggiato un veicolo dell’Unifil e diversi peacekeeper sono rimasti feriti. Alcuni dei feriti sono stati evacuati, ma non siamo riusciti a raggiungere la scena per estrarre altri due a causa della mancanza di garanzie di sicurezza. Dopo il coordinamento con le autorità libanesi e israeliane, una squadra è ora in viaggio verso il luogo dell’incidente. Fornirò aggiornamenti quando possibile», ha detto il portavoce della missione Onu Kandice Ardiel. Le inchieste e le proteste dell’Indonesia Al momento non sono chiare dunque né la dinamica né le responsabilità di quanto accaduto nei due episodi verificatisi a distanza di poche ore. L’esercito israeliano ha detto di stare verificando l’accaduto, e secondo fonti locali consultate da Open non ha ancora fornito l’autorizzazione per recuperare i corpi dei soldati uccisi nel veicolo. La stessa Indonesia ha annunciato un’inchiesta sull’incidente e ha chiesto a Unifil di fare altrettanto. Ancor prima della notizia degli altri due soldati uccisi Giakarta aveva chiesto un incontro col sottosegretario generale dell’Onu con delega al peace-keeping Jean-Pierre François Renaud Lacroix, in programma oggi a New York. Con 756 soldati attualmente schierati nel sud del Libano l’Indonesia è il secondo Paese che contribuisce maggiormente alla missione Unifil, operativa col mandato attuale dal 2006. Il contribuente maggiore è l’Italia, che ha sul campo 774 caschi blu sui complessivi 8.500 circa (dati aggiornati al 23 marzo) e dal giugno scorso ha preso il comando della missione, sotto la guida del generale Diodato Abagnara.La condanna di Guterres (Onu) Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha condannato fermamente quanto accaduto, sottolineando come esso «si inserisce in una serie di episodi che mettono a rischio la sicurezza dei peacekeeper, inclusi gli eventi verificatisi nelle ultime 48 ore». Guterres ha ancora una volta «esortato tutte le parti a rispettare il diritto internazionale e a garantire, in ogni momento, la sicurezza e l’incolumità del personale e dei beni delle Nazioni Unite» e ha sottolineato che gli attacchi contro i peacekeeper «costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e potrebbero configurarsi come crimini di guerra, evidenziando la necessità di garantire che i responsabili ne rispondano». Infine, ha ribadito l’urgenza di una de-escalation immediata.L'articolo Tre soldati Onu uccisi in Libano, l’ira dell’Indonesia e il giallo sulla dinamica. L’Idf: «Verifichiamo» proviene da Open.