In Italia sono 7 milioni le persone con disabilità uditiva, corrispondenti al 12.1% della popolazione. Ma nel nostro Paese si parla poco di loro. Non tutti sanno che tra la popolazione sorda esistono diversi modi di comunicare che possono variare anche in base al contesto culturale e alla preferenza personale. C’è la lingua dei segni e l’oralismo, ossia l’approccio che privilegia l’apprendimento del linguaggio orale (attraverso il parlato e la lettura labiale), spesso supportato dall’uso di dispositivi come impianti cocleari e apparecchi acustici.Di questo, ma di molto altro, parla il nuovo film targato Netflix “Non abbiam bisogno di parole” di Luca Ribuoli (che cita la famosa canzone di Ron), che segna l’ottimo debutto come attrice di Sarah Toscano, vincitrice di “Amici 23”, e con la partecipazione di Serena Rossi, disponibile da venerdì 3 aprile solo su Netflix.Nel cast anche Emilio Insolera, Carola Insolera, Antonio Iorillo, (tutti e tre gli attori sono sordi) Alessandro Parigi e Asia Corvino. A differenza dei genitori, Eletta (Sarah Toscano) è una persona udente, e scopre di avere una voce straordinaria. Quando la sua maestra di canto (Serena Rossi) la spinge a partecipare a un’audizione per una prestigiosa scuola di musica, il sogno si fa realtà, ma a un prezzo: lasciare indietro la sua famiglia.Abbiamo incontrato Sarah Toscano, Serena Rossi, Emilio Insolera, Carola Insolera e Antonio Iorillo.L'articolo “La sordità non deve essere vista come diversità, ma normalità e mi batto per questo. C’è chi ci vuole far fare clamorosi passi indietro”: così Serena Rossi proviene da Il Fatto Quotidiano.